Sabato, 19 Giugno 2021
Sport

In handbike da una costa all'altra: una sfida alle barriere architettoniche

Un gruppo di atleti, nell'ultimo giorno della "Festa te lu mieru", percorrerà circa 170 chilometri, toccando Castro, Santa Maria di Leuca, Gallipoli e Martano

Santa Maria di Leuca.

LECCE – In associazione con la Festa te lu mieru, in programma nel fine settimana a Carpignano Salentino, domenica 4 settembre un atleta di Serrano attraverserà il Salento da una costa all’altra in handbike.

Adriano Bolognese, infatti, da circa un anno è costretto su una sedia a rotelle per l'aggravarsi delle sue condizioni in seguito ad un intervento chirurgico alla spina dorsale subito sette anni addietro. Fino ad allora era un ciclista professionista.

L’atleta, che fa parte dell’associazione “San Giorgio Serrano” vuole così sensibilizzare le amministrazioni comunali e i cittadini all’eliminazione delle barriere architettoniche, al rispetto degli scivoli, dei parcheggi e di tutto ciò che dovrebbe consentire alle persone diversamente abili di muoversi liberamente in condizioni di sicurezza. Ma Bolognese vuole anche spronare i disabili ad abbracciare la disciplina dell’handbike. Una messaggio, il suo, che parte proprio alla vigilia delle Paraolimpiadi di Rio de Janeiro (dal 7 al 18 settembre).

Bolognese sarà accompagnato da altri tre atleti, ovvero Carlo Calcagni (campione mondiale di triciclo), Leonardo Mellè (campione italiano di triciclo) e Angelo Rammazzo (atleta handbike). Il gruppo dei quattro partirà all’alba da Carpigano alla volta di Castro per poi continuare per Santa Maria di Leuca, Gallipoli e quindi ritornare a Carpignano passando da Martano, per un totale stimato di circa 11 ore. In tutti i suoi passaggi ci sarà una delegazione dell’amministrazione comunale del posto e da associazioni sportive e di volontariato.

“Rischio la vita tutti i giorni pedalando in handbike per le strade salentine, ma non posso restare chiuso a casa – ha raccontato Adriano Bolognese nella conferenza stampa di presentazione della Festa te lu mieru –. Il mio percorso lungo 170 chilometri, attraverserà il Salento dall’Adriatico allo Ionio: l’handbike è uno sport di sacrificio, non è adatto a tutti, se non vieni da un passato da sportivo, è difficile avere una preparazione atletica adeguata. Ma dopo essere finito su una sedia a rotelle, passare all'handbike è stata un rivincita per me. Purtroppo, le barriere architettoniche ci sono: non siamo liberi di spostarci per come vogliamo noi”.

“Lo sport fa tantissimo e per me lo sport è davvero tutto – ha concluso Angelo Rammazzo, atleta mesagnese handbike, istruttore di nuoto – ma bisogna anche avere la possibilità di praticarlo: per noi ci vuole qualcosa in più, ovvero è necessario abbattere le barriere architettoniche, per questo ho abbracciato all’istante l’iniziativa di Adriano”.

Gli organizzatori della festa carpignanese hanno previsto un apposito parcheggio per disabili nei luoghi dell’evento.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

In handbike da una costa all'altra: una sfida alle barriere architettoniche

LeccePrima è in caricamento