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"La testa nel pallone": 200 in campo, maxi-gara per l'aggregazione

Organizzato dal Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Lecce, diretto da Serafino De Giorgi, e promosso dall’Associazione centri sportivi italiani, il torneo coinvolge gli utenti psichiatrici di strutture riabilitative, società polisportive e associazioni provenienti da tutta Italia e dall'estero

Un'immagine dalla scorsa edizione.

NARDO’ – Sempre più forte del successo delle scorse edizioni, ritorna anche quest’anno “La testa nel pallone - 8° Memorial dott. Antonio Vetrugno”. Organizzato dal Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Lecce, diretto da Serafino De Giorgi, e promosso dall’Associazione centri sportivi italiani, il torneo coinvolge gli utenti psichiatrici di strutture riabilitative, società polisportive e associazioni provenienti da tutta Italia ma anche da Francia, Spagna, Inghilterra, Repubblica di San Marino e Ungheria.

L’evento sarà inaugurato a Nardò, presso lo stadio “Giovanni Paolo II”, domani, 26 maggio, a partire dalle ore 15, quando avverrà la presentazione delle squadre che parteciperanno al “Grande match 120 vs 120” (dal numero di giocatori in campo) accompagnate dalle musiche dei Sud Sound System e dei Tamburellisti di Otranto diretti dal maestro Massimo Panarese.

Ad arbitrare l’incontro, il giornalista e conduttore televisivo Gianni Ippoliti. Seguirà, una partita di solidarietà che vedrà scendere in campo alcuni artisti salentini in un incontro diretto dall’ex arbitro e conduttore televisivo Graziano Cesari. Il torneo si concluderà sabato 30 maggio con la premiazione delle squadre vincitrici.

Sono ben 600 le persone, suddivise in trentatré squadre, presenti per questa quarta edizione di un torneo ormai a tutti gli effetti internazionale. “La Testa nel Pallone non è solo un torneo internazionale di calcio – ha spiegato nei giorni scorsi Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl, presentando l’evento –, ma è una formidabile occasione di fare aggregazione di energie eterogenee attorno alla solitudine della salute compromessa, qualunque ne sia la causa”.

“Ci sono la voglia di fare salute e non solo sanità - ha detto ancora Gorgoni -, di raccontare che attraverso il gioco è possibile superare barriere, mettere in comune, lottare in maniera sana per un obiettivo. E questo evento riesce ad attirare l’attenzione non solo di utenti e cittadini provenienti da molti paesi, ma è anche un momento di approfondimento scientifico e culturale”.

L'evento prevede anche escursioni e dibattiti scientifici. Qui il programma completo: La testa nel pallone 2015

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