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Lecce, grinta e classe. E il Bologna finisce al tappeto

Tiribocchi e Zanchetta artefici del 2 a1 il finale, maturato dopo una gara nettamente dominata dai salentini e in cui nel Bologna è brillato solo Bellucci

A vederlo così, fa venire più di qualche rammarico. Oggi il Lecce guarda alla salvezza come al suo unico obiettivo. Ma una squadra che è capace di dare spettacolo per larghi tratti di gara, portando il Bologna a scendere giù di quota nella corsa verso i play-off, meriterebbe di puntare gli occhi in fondo alla pista del campionato e scorgere altri traguardi. I salentini hanno cercato la vittoria con una ferma determinazione che si è trasformata in pura ostinazione quando Bellucci ha ridato slancio ad un Bologna apparso fino al suo ingresso in campo mezzo ammuffito e impastato. Pura inversione delle parti. Sembrava che dovesse essere il Lecce a puntare ai quartieri alti. Un Lecce trascinato da un Tiribocchi in stato di grazia atletica e supportato da un centrocampo largamente superiore rispetto a quello felsineo. Tanto superiore nel primo tempo s'è chiuso con un Bologna totalmente incapace di abbozzare un pur misero tentativo di geometria. Troppo poco, davvero troppo poco per puntare alla serie A.

E' stato Papadopulo, invece, a non sbagliare nulla, questa volta. In casa del Brescia aveva disegnato una formazione rinnovata nei ranghi, per fare rifiatare gli uomini di punta. Ma gli unici tentativi di rimettere in piedi la situazione compromessa da un'uscita a vuoto di Pavarini, erano giunti solo con il ritorno sulla scena del Tir e di Valdes. Dire che il Lecce sia dipendente dalle loro giocate, è forse eccessivo. E tuttavia, è un dato che senza i loro preziosi spunti, si faccia fatica a dare concretezza alla manovra offensiva.

A riportare il sorriso sulla bocca dei tifosi, dopo tre giornate di stallo o quasi, ci hanno pensato anche Tesser, che sulla fascia destra ha dato costantemente filo da torcere agli avversari, Juliano, che sta riconquistando lo stato di grazia delle prime giornate, e Zanchetta. Suo il sigillo alla gara, una punizione dal limite che ha lasciato Antonioli di sasso. E' una delle sue specialità, mancava nel repertorio da tanto. Mancava a lui, soprattutto, l'appuntamento con il gol in maglia giallorossa. Sfizio tolto, e da match-winner, in una gara che si può dividere in due fasi: un primo tempo disputato a ritmi molto bassi ed una ripresa di tutt'altra caratura agonistica. Unico comune denominatore: in entrambi i casi le occasioni più nitide sono state del Lecce.

Il primo tempo, dunque. Fra gli sbadigli, solo Lecce. Che, pur senza eccedere in rapidità di manovra, ha fatto capire subito all'avversario di avere intenzioni bellicose, con improvvise fiammate in area bolognese, complice una difesa avversaria decisamente in giornata no. Anche se la prima vera occasione è giunta verso il 15', con Cottafava che ha raccolto di testa un angolo di Giuliatto, spedendo sulla parte alta della rete. Al 17' ci sarebbe stato persino un gol, anche se in evidente fuorigioco: incornata di Tiribocchi su cross alto, corta respinta di Antonioli, inutile ribattuta in fondo al sacco di Munari.

Ed è stata davvero la giornata del Tir. Che al 36' ha lasciato di stucco un po' tutti, forse persino se stesso. Seguito in area da Castellini, ha agganciato al volo un assist decollato direttamente dal cerchio di centrocampo, scaricando di destro il pallone contro il palo alla sinistra di un Antonioli intimidito e sorpreso dalla furia del tiro. Al 39', zampata al volo di Valdes da fuori area e scatto felino dell'estremo difensore bolognese per deviare la sfera. Prove tecniche di gol. Arrivato nel momento e nel modo più inatteso: 47' minuto, passaggio di ordinaria amministrazione di Antonioli a Castellini e involontario e disastroso assist di quest'ultimo, con la testa probabilmente già negli spogliatoi, a Tiribocchi. Morale: pallonetto a scavalcare un incolpevole Antonioli e, oplà. Primo tempo archiviato sull'1 a 0.

Nel secondo tempo, tutta un'altra storia. Nel Bologna Smit e Bellucci hanno preso il posto di Manfredini e Zauli. E la musica è leggermente cambiata. Non subito, però. Perché prima Valdes e Tesser hanno costruito una palla d'oro per Tiribocchi, che ha mancato l'appuntamento con la realizzazione di testa per questione di centimetri, poi Juliano ha colpito la traversa con una sventagliata da ottima posizione, anche se in fuorigioco correttamente segnalato dalla terna arbitrale. Poi, ecco il primo vero sussulto degli ospiti: 11' minuto, aggancio al volo di destro dal limite di Bellucci su respinta di testa di Diamoutene, scatto di reni di Pavarini. Parata salva-risultato. Al 17', però, il Lecce ha avuto fra i piedi un'altra occasione per chiudere l'incontro: assist di Valdes per Juliano, splendida finta di corpo del brasiliano, difesa tagliata a metà, allungo di destro e palla ancora una volta sul palo. Una disdetta. Costata cara. Tre minuti dopo, il gioiello di Bellucci: tiro a girare dal vertice dell'area destra e palla in fondo al sacco con Pavarini immobile. Pareggio. Anche se non proprio meritato.

Con le squadre ormai stanche, sono entrate in gioco le motivazioni. Il Bologna ne aveva di più, ai fini della classifica, ma il Lecce vantava le sue, quanto meno in termini di veridicità del risultato. E sono state queste a determinare la vittoria, giunta al 38' con un capolavoro balistico di Zanchetta: punizione dal limite procurata da Valdes, in posizione centrale, e palla in fondo al sacco. Gli ultimi disperati affondi del Bologna sono stati affidati alla verve di Amoroso ed hanno visto protagonista un Pavarini pienamente riscattatosi dopo la prova di Brescia. Poi, ancora due occasioni per Tiribocchi. Fra cui, nel finale, una cavalcata di 40 metri con la palla al piede sulla fascia sinistra e conclusione finale deviata da Antonioli.


Il Lecce ora pensa già alla Triestina (appuntamento il primo maggio) e soprattutto al prossimo derby in casa del Bari. Dove i tifosi chiedono il risarcimento dei danni morali, dopo il 3 a 1 subito all'andata.

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