Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Truffa da un milione di euro agli investitori, arrestati due promotori finanziari

Truffa aggravata, furto e peculato in scrittura privata. Sono le accuse per le quali la squadra mobile di Lecce ha arrestato Anna Cacciatore e Carlo Cavalera, gallipolini. Le indagini iniziarono dopo il tentativo di suicidio della donna, nel settembre del 2010

La conferenza di questa mattina

GALLIPOLI – La gestione spericolata del denaro, quello altrui, è costato l’arresto di una coppia di abili truffatori. Sono finiti in manette, a conclusione di una complessa attività investigativa, avviata nell’autunno di oltre due anni addietro, Anna Cacciatore e Carlo Cavalera, entrambi gallipolini, rispettivamente di 37 e 45 anni.

La donna si presentava ai potenziali clienti come promotrice finanziaria della Monte dei Paschi di Siena ma, in realtà, aveva lavorato per l’istituto di credito toscano soltanto fino al mese di luglio del 2007, anno in cui la Consob aveva sospeso la sua attività. E, come se non bastasse, spacciava il suo amico per il responsabile dell’Ufficio prodotti della stessa banca, trattandolo come fosse il suo diretto superiore. Per esser ancora più convincente con gli sfortunati clienti, inoltre, aveva adottato un alto tenore di vita, fatto di auto di lusso e abitudini da viveur, per garantire simbolicamente ai malcapitati gli ottimi investimenti grazie ai loro contanti.

L’andazzo è continuato fino a quando sono scattate le indagini, il 30 settembre del 2010. Quel giorno, a Zapponeta, una località del foggiano, la polizia stradale del luogo notò una Bmw X6, apparentemente abbandonata sul ciglio della via. Sul sedile del veicolo, in vista, quattro buste con altrettanti nomi dei destinatari delle lettere, nei quali erano compresi “la polizia”, “la mia famiglia”, e due altri nomi tra cui quello dello stesso Carlo Cavalera.

Avviate le ricerche, sul Gargano come nella Città Bella, dove la proprietaria dell’auto risultava residente, la Cacciatore fu rintracciata nei pressi del porto di Manfredonia, in stato confusionale: agli inquirenti raccontò di un tentato suicidio e il motivo per i quali avrebbe voluto togliersi la vita. Dichiarò di essere rimasta una decina di ore nelle acque adriatiche, ma i riscontri sanitari non confermarono la versione della 37enne e gli investigatori scoprirono poco dopo il perché.CACCIATORE Anna-2

In preda alla disperazione per il losco giro di affari che aveva messo in piedi, infatti, non avrebbe saputo - a suo dire - come giustificare quelle operazioni azzardate, che avevano portato ad un ammanco ai danni delle vittime di circa un milione e 200 mila euro. I soldi che le erano stati affidati dai risparmiatori, per successivi investimenti.

Il giorno successivo, davanti al pubblico ministero, raccontò di essere stata indotta da alcuni personaggi della malavita gallipolina a distrarre quelle somme. Da quei racconti emersero, oltre che alcune contraddizioni, anche una serie di contatti con personaggi dell’imprenditoria locale, del mondo politico e del panorama criminale. “Consigliando” i clienti all’apertura di conti correnti, la Cacciatore e Cavalera gestivano direttamente il denaro altrui acquisendo, nel corso del tempo, un notevole portfolio clienti ed una ingente disponibilità di contanti depositati dalle vittime, incoraggiati sia dalle prospettive di guadagno, sia dal fatto che-  nel momento in cui richiedevano la restituzione di parte di denaro-  questo veniva loro “regolarmente” concesso. Il come? Semplicemente, attingendolo dai conti correnti dei restanti sventurati. La 37enne, inoltre, aveva la disponibilità dello “specimen di firma” di ciascun cliente, che otteneva al momento della sottoscrizione dei contratti falsi. In questo modo poteva avvalersi dell’autonomia per eseguire transazioni, emissione di assegni o effettuazione di bonificiCAVALERA Carlo-2

Le indagini, inaugurate quel giorno, hanno portato all’accusa di truffa aggravata - ai danni di almeno una ventina di persone - furto e peculato in scrittura privata. Sono i reati contestati dal gip del Tribunale di Lecce che ha poi disposto la misura detentiva, Vincenzo Brancato, su richiesta del sostituto procuratore Valria Elsa Mignone, e sulla base dei quali la squadra mobile del capoluogo salentino, in collaborazione con i militari della guardia di finanza e gli agenti di polizia stradale,  hanno stretto le manette ai due, accompagnandoli presso il carcere di Borgo San Nicola. La donna, inoltre, dovrà anche rispondere di usura, calunnia e illecita attività di promotrice.

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