Gallipoli

Turismo commerciale e musica senza controllo sul tavolo della Prefettura. Si parte da Gallipoli

Con l'estate che va verso la fine è un po' tardi fare il punto sulla situazione. Ma il prefetto Giuliana Perrotta ci prova ugualmente e convoca i "referenti istituzionali competenti, gli organi tecnici, i rappresentanti delle forze dell'ordine"

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LECCE – Con l’estate che va verso la fine è  un po’ tardi fare il punto sulla situazione. Ma la Prefettura di Lecce ci prova ugualmente e il prefetto Giuliana Perrotta convoca i “referenti istituzionali competenti, gli organi tecnici, i rappresentanti delle associazioni interessate, i rappresentanti delle forze dell’ordine”, alle 11 di venerdì prossimo 23 agosto, per “attenzionare”, portare all’attenzione, “la problematica con particolare riferimento al territorio del Comune di Gallipoli”.

Certo, dall’esperienza si può sempre imparare. Come pianificare meglio i controlli, soprattutto amministrativi, per la stagione estiva 2014. Perchè è quello il punto debole, l'incapacità di gestire il flusso turistico, l'improvvisazione, l'incopetenza, la mancanza di tatto, la mancanza di studio e applicazione in un settore così delicato e volano dell'economia come il tursimo. Le forze dell’ordine con i loro etilometri fanno quel che possono. A volte anche di più. E' il loro lavoro.

E invece, turisti truffati, a pranzo, a mare, per strada, mentre affittano una casa. Turisti assonnati, in cerca di relax, che non riescono a dormire a causa dei decibel impazziti sparati dalle casse dei locali notturni e dai live. Turisti costretti a vendersi per esasperazione gli appartamenti estivi acquistati in tempi non sospetti alla Baia verde di Gallipoli perché, oggi, non è più aria. E allora solo adesso comprendi perchè quei ragazzini intervistati a Ostia durante il primo mare romano e borgataro, in un serivizio andato in onda su Rai 3, Ballarò, alla domanda del giornalista tipo esprimi un desiderio sull'imminente futuro, una cosa del genere insomma, quelli risposero st'estate se n'annamo in vacanza a Gallipoli. Tu invece, salentinissimo di nascita e sempre meno nella testa, di fronte la tv guardi ma no capisci. Sarà l'età, pensi. E già. 

Così ti cali nella realtà che conosci bene. Che scrivi tutti i giorni. E c'è una frase non detta esplicitamente, che sai serpeggiare tra gli addetti ai lavori disonesti, che sembra rifarsi ad un cult movie diretto da Woody Allen, “Prendi i soldi e scappa”. Alla faccia dell’accoglienza (turistica). Basta scorrere i commenti sulla pagina di Gallipoli Today per capire cosa sta succedendo da quelle parti, con chi se la prendono: col sindaco, con la polizia locale, e poi anche “via i baresi, via i napoletani, anzi sì, anzi no”.  Anche le lamentele vanno a naso. C'è molta confusione. D'altronde.

Alla maggior parte di loro sarebbe imputato un certo malcostume, palravamo dei baresi e dei napoletani. Salvo poi leggere che lì non si è mai battuto uno stralcio di scontrino, che da quell’altra parte vendevano pesce dato per fresco ma stagionato come il formaggio, che l’alcol è un fiume carsico che si fa breccia tra i giovani giunti nella “Perla” dello ionio e, udite udite, la droga chimica a pastiglie? la droga a polvere bianca? la droga delle "canne"? i commercianti disonesti? macchè, quali sono i disagi denunciati da residenti e turisti alla Prefettura di Lecce?  La musica ad alto volume nei locali lungo la costa. E come scrivere al prefetto di Las Vegas (semmai esistesse questa figura istituzionale), per lamentarsi del via vai nei casinò. Il problema, serio, invece è un altro. Fare credere Gallipoli quello che non è. 

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