Gallipoli

Tentata estorsione all'agenzia di pompe funebri, i tre arrestati confessano

Gli imputati hanno spiegato al gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, di aver agito perché spinti da problemi economici. Hanno provato a far pressione sull'imprenditore tramite un amico, che però ha collaborato con gli inquirenti

Foto di repertorio @TM News/Infophoto

LECCE – Si è trasformato in una lunga confessione l’interrogatorio di garanzia di Mirko Pagano, 29enne di Copertino, Marco Sederino, coetaneo di Porto Cesareo e Fabio Frisenda, un 32enne sempre originario di Copertino. I tre sono stati arrestati all’alba di martedì, dai militari dell’Arma della compagnia di Gallipoli, coordinati dal capitano Michele Maselli, con l’accusa di tentata estorsione danni del titolare di un’agenzia di pompe funebri di Copertino.

Gli arrestati, tutti e tre gravati da precedenti penali specifici, e destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono stati sentiti dal gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo. Al giudice hanno spiegato di aver agito perché spinti dal bisogno e da problemi di natura economica. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Laura Alemanno, Pantaleo Cannoletta e Gabriele Valentini.

L’attività investigativa è iniziata circa un mese fa, dopo la denuncia presentata dalla vittima.  Gli inquirenti acquisirono i filmati dell’impianto di videosorveglianza della stessa agenzia, assieme ad altre registrazioni dell’impianto pubblico. Già da quei primi riscontri, emerse l’identikit di colui che aveva depositato una missiva minatoria presso i locali dell’attività. Si tratta di Sederino, in casa del quale sono stati rinvenuti gli stessi indumenti utilizzati nella serata della consegna della busta.

Poi, sono seguite anche alcune telefonate, indirizzate ad una persona vicina al commerciante, a cui i malviventi hanno chiesto di intercedere. Ma l'amico dell'imprenditore ha deciso di collaborare con gli inquirenti, svelando i contenuti di quelle conversazioni nelle quali i componenti del gruppo invitavano l'uomo a dare “soddisfazione” alle loro richieste di denaro. A quel punto è stato organizzato l’incontro, fissato per alcune settimane dopo. I militari, appostati, hanno assistito ai contatti, nei quali la vittima non ha mai concesso contanti, nei quali è emersa chiaramente la responsabilità dei tre che, dopo le formalità di rito, sono sati accompagnati presso il carcere di Borgo San Nicola alle porte di Lecce.

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