Scuole, la Puglia resta nel proprio solco: “Salute e istruzione non sono alternativi”

In nottata l’ordinanza di Emiliano che ribadisce i contenuti di quella dei primi di novembre. Intervista all'assessore Leo: da gennaio, studenti delle superiori a scuola se il trend dei contagi lo consentirà

Foto di repertorio.

LECCE – Dal prossimo 7 gennaio rientro in presenza per gli studenti delle scuole superiori. Fino a quel giorno per le scuole pugliesi non ci saranno sostanziali cambiamenti.

Il governatore Michele Emiliano, su richiesta del Dipartimento promozione della salute della Regione Puglia, ha rinnovato le disposizioni contenute nell’ordinanza numero 413, asebastiano-leo-2-3-2 seguito della firma del nuovo Dpcm preannunciato nella serata da ieri dal premier Giuseppe Conte. Con decorrenza da oggi e sino al 23 dicembre, intanto, saranno confermate le misure già vigenti, in attesa della fine delle festività natalizie. Il post Epifania dovrebbe infatti sancire - curva dei contagi permettendo - il ritorno sui banchi anche per gli studenti più grandi.

A partire da oggi le attività didattiche proseguiranno come avvenuto sinora: le istituzioni scolastiche del ciclo primario elementari e medie garantiranno non solo le attività didattiche in presenza ma anche in Did, didattica digitale integrata, a tutti quegli alunni le cui famiglie ne facciano richiesta. L’organizzazione della didattica a distanza è prevista dalle Linee guida del Piano scuola del Miur dello scorso giugno. Ne abbiamo parlato con l’assessore della Regione Puglia con delega alla Formazione, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola e Università, Sebastiano Leo.

Assessore Leo, Emiliano ha inteso rinnovare le disposizioni contenute nell’ordinanza n. 413, alla luce del nuovo Dpcm anticipato ieri sera dal presidente Conte. Non ci saranno dunque cambiamenti sostanziali per le scuole pugliesi?

“In nottata il presidente Michele Emiliano ha firmato un’ordinanza – le ordinanze emergenziali sono sua esclusiva prerogativa – che rinnova le disposizioni attualmente in vigore: le scuole del primo ciclo (primaria e secondaria di primo grado) devono garantire non solo le attività didattiche in presenza ma anche in Ddi, didattica digitale integrata, per tutti gli alunni le cui famiglie la richiedano espressamente. Salute e istruzione sono diritti ed esigenze prioritarie per i nostri studenti. Regione Puglia ha voluto contemperarle, individuare un equilibrio, piuttosto che anteporre l’uno all’altro. E del resto, ricordo a tutti che la Ddi è didattica digitale integrata, non assenza di lezioni, pur con le evidenti e comprensibili difficoltà. Il lato positivo, in questa drammatica esperienza, è il netto passo in avanti della scuola italiana verso la digitalizzazione. Solo la scuola italiana poteva in cosi poco tempo raggiungere questi risultati e per questo ringrazio dirigenti, docenti e tutto il personale scolastico. Certamente sono necessari ulteriori investimenti, penso alla banda larga per tutti, ma bisogna raccogliere questa sfida per garantire rinnovate competenze digitali alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi”.

Il 7 gennaio gli studenti degli istituti superiori potranno ritornare sui banchi. Come si sta attrezzando la Puglia? Sarà incrementato il numero delle corse dei mezzi pubblici? Quali risorse metterà in campo per far fronte a una maggiore, ineviatbile spesa?

“I tavoli sulla scuola sono permanenti e non hanno mai smesso di confrontarsi e operare. Un’altra cosa positiva nella tragedia di questa pandemia è l’aver riportato al centro del dibattito politico la scuola e la salute. Oggi la scuola comporta scelte collegiali. Stiamo analizzando il fenomeno sotto diversi profili: didattico, di organizzazione, di tratte di collegamento tra le scuole e i comuni più o meno affollati, di turni dei professori e degli studenti. Ma in primis, il dato determinante per ogni singola scelta resta l’andamento della curva epidemiologica. Non può che essere quello il faro. Altrimenti rischiamo ogni volta di ricominciare tutto daccapo. Quanto alle risorse sui trasporti, ci sono. Già all’inizio dell’anno scolastico, prima di questa chiusura parziale, diversi incontri con l’assessorato ai Trasporti avevano reso nota la disponibilità di ulteriori sette milioni di euro, su una spesa annua media di oltre 500milioni. Sono attualmente attivi sotto la regia del tavolo regionale dei coordinamenti a livello locale tra Uffici scolastici territoriali e Province per lo studio continuo dei diversi fabbisogni, da risolvere anche con il ricorso a società di trasporto private che garantiscano aumento di corse e numero di mezzi aggiuntivi”.

Per le scuole restanti, quelle primarie, resterà la didattica integrata? Per cui sia la didattica a distanza sia, su base volontaria, quella in presenza?

“L’augurio e la volontà politica, sia chiaro, è far tornare a scuola in presenza tutti gli studenti: con esigenze diverse è fatto indispensabile tanto per gli adolescenti tanto per i bambini. Sono padre. Lo so bene. Il punto è quello che ci siamo già detti: non dover scegliere quale diritto ed esigenza mettere in secondo piano tra la salute e l’istruzione. Per rispondere alla domanda: lavoreremo perché accada. E spero che a gennaio la curva epidemiologica ci consenta di avere margini di intervento per far tornare in classe”.

Come sarà possibile evitare assembramenti, in una fascia d’età adolescenziale, nei pressi delle scuole? Se da un lato saranno scaglionati gli ingressi a scuola, dall’altro nulla vieta che gruppi di ragazzini potranno ritrovarsi, come è inevitabile a quell’età, formando assembramenti nei pressi degli istituti.

“I primi giorni di scuola, quando ero in giro per gli istituti con il Presidente Emiliano e l’assessore Lopalco, ho visto bambini piccolissimi tenersi l’uno all’altro attraverso un filo di raso lungo un metro. Li ho visti silenziosi, con gli occhi sorridenti dietro le mascherine, rispettosi di ogni regola e ogni raccomandazione. Posso non contare sul buon senso dei più grandi? Lo so, ci sono stati degli eccessi. Ma non puntiamo il dito. Sono convinto che responsabilizzare i ragazzi sui rischi sia più che sufficiente. E poi le famiglie hanno un ruolo non di poco conto su questo. Tuttavia, stiamo lavorando sull’ipotesi di coordinare gli orari delle tratte con gli ingressi a scuola, cosiddetti scaglionamenti, proprio per evitare margini di tempo troppo lunghi fuori dagli istituti scolastici”.

Azzolina, giorni addietro, ha coinvolto i prefetti nella gestione in sicurezza del ritorno a scuola. Ha dunque delegato in maniera ancora più “locale” la gestione dei trasporti. Eppure, è di appena un mese addietro, la nota querelle fra la ministra, Emiliano e Lopalco, a seguito dell’ordinanza con la quale era stata sospesa la didattica in presenza. Si troverà questa volta la quadra fra il governo centrale e le posizioni della Regione?

“Non entro nelle polemiche. Ci sono stati punti di vista differenti. L’ordinanza del presidente Emiliano ha superato l’esame del Tar. E la sua bontà è stata riconosciuta anche da molti genitori che hanno optato per la didattica a distanza. A dirla tutta, poi, ricordo che alcune scuole rimaste aperte poi sono state costrette a chiudere per via di alcuni casi di contagio. Lavoriamo insieme”.

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