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“La notte è di tutti”: locali aperti fino alle 3, accordo per l’estate trovato con gli esercenti

È la novità sostanziale di quest'anno. Nel 2022, l'ordinanza prevedeva la serrata alle 2. La musica dovrà essere spenta a mezzanotte, tranne venerdì e sabato, in cui l'orario slitterà all'una. Alla sintesi si è arrivati ascoltando le associazioni di categoria

LECCE – “La notte è di tutti”, atto secondo. Con variazioni sul tema per arrivare a un più che dignitoso compromesso fra i bisogni di chi, da un lato, vive nelle vie interessate dal fenomeno della movida o qui gestisce attività ricettive e di chi, dall’altro, alimenta il viavai notturno con pub, ristoranti, attività di somministrazione. Diritto di rilassarsi e riposare vs diritto al divertimento, si potrebbe riassumere. Esigenze che hanno pari dignità sulla bilancia, specie nei periodi di vacanza. Un problema non certo solo leccese, ma ampiamente diffuso lungo tutto lo Stivale. Al punto tale che, come spiegato dal sindaco Carlo Salvemini questa mattina, il dibattito sul “conflitto urbano” fra residenti e popolo della notte viene a interessare sempre più spesso anche comuni al di fuori dei maggiori circuititi turistici, come ha potuto verificare di persona nella chat che accorpa i primi cittadini di tutta Italia.

“La notte è di tutti”, atto secondo, dunque, si diceva. Ovvero, l’emanazione di un’ordinanza che presenta alcune novità sostanziali, rispetto all’anno scorso, quando ne fu emessa una derivante dalle raccomandazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che finì per ricalcare provvedimenti già assunti nelle principali aree turistiche costiere salentine, e cioè con stop alla musica, all’esterno, a mezzanotte e chiusura degli esercizi pubblici alle 2.

Più di qualcuno rimase spiazzato da quell’ordinanza e immancabili furono divisioni e polemiche, trascinatesi fino a oggi, fra chi plaudì all’iniziativa e chi la ritenne drastica. Anche per questo motivo, al giro di boa di una nuova estate, il sindaco ha deciso di cogliere sollecitazioni e suggerimenti avvenuti nel tempo e di avviare, con l’assessore alle Attività produttive e al turismo, Paolo Foresio, una concertazione con le associazioni di categoria.

Si chiuderà alle 3 e non più alle 2

Ascoltando Confcommercio, Confesercenti, Federimprese, Claai e Confindustria turismo, si è quindi arrivati a una sintesi che così si può riassumere: i locali pubblici, quest’estate, potranno chiudere tutti i giorni alle 3 di notte, quindi un’ora dopo rispetto al precedente provvedimento, e dovranno spegnere la musica all’esterno a mezzanotte dalla domenica al giovedì. Mentre, ed è l’altra novità, venerdì e sabato, quando maggiore è l’affluenza di frequentatori della movida, si potrà continuare a diffondere musica fino all’una di notte. Resta invariata rispetto al 2022 la prescrizione agli artisti di strada, che dovranno smettere di emettere suoni alle 23.  

Si tratta di un risultato che, per le associazioni “rappresenta un passo avanti nella nostra direzione”, per dirla con le parole di Maurizio Maglio, presidente di Confcommercio Lecce, e il loro auspicio, dunque è che anche in futuro vi sia maggior condivisione nelle decisioni. Di sicuro, nell'immediato vi saranno alcuni vantaggi, come spiega Sergio Vitulano, segretario provinciale di Claai: si potranno servire più avventori, invogliati a rimanere in città anche dopo cena, senza per forza recarsi nelle marine. E poi, “maggiori garanzie in termini di profitti per i pubblici esercizi legati alla ristorazione e soprattutto al beverage si trasformeranno in un aumento dell’occupabilità cittadina”.

Le vie interessate

Ma quali zone di Lecce interesserà il provvedimento, che entrerà in vigore da sabato 15 luglio e varrà fino al prossimo 30 settembre? Principalmente nel centro storico e nell’area di piazza Mazzini, con qualche “sforamento” laddove sono sorti nel tempo tanti locali, entrando certe zone cittadine, di diritto, nella mappa della movida notturna. Basti pensare, per esempio, a via Taranto.

Per la precisione, nel centro storico l’ordinanza, firmata proprio oggi, avrà efficacia nel perimetro compreso tra viale Calasso, viale De Pietro, via San Francesco d’Assisi, viale Felice Cavallotti, viale Otranto, viale Gallipoli, viale dell’Università; al di fuori di tale contesto, sconfinando in altri quartieri, varrà anche in via Egidio Reale, in via Taranto, in viale Oronzo Quarta e in via Don Bosco. Nell’area di piazza Mazzini, l’ordinanza riguarderà la zona racchiusa fra via San Francesco d’Assisi, via Imperatore Adriano, via del Mare, viale Japigia, via 95° Reggimento Fanteria, oltre a via Benedetto Croce e piazza dei Partigiani.

Il percorso seguito

A questa decisione si arrivati attraverso un percorso graduale. A maggio vi è stata una riunione del comitato per l’Ordine e la sicurezza in Prefettura, incentrato proprio sulla necessità di imporre limiti orari nelle località turistiche salentine. Poi, negli ultimi periodi, cioè fra giugno e luglio, è prima pervenuto al sindaco un pacchetto di proposte avanzato da Confcommercio, ribattezzato “Buona movida”, per arrivare a una definizione di regole condivise che tenessero conto della molteplicità di interessi e istanze, quindi la richiesta del questore di Lecce, Andrea Valentino, di emanare un’ordinanza simile a quella dell’anno scorso, visti i buoni riscontri avuti in termini di ordine pubblico; nel frattempo è giunto anche un esposto di residenti del centro storico, sempre con l’obiettivo di regolamentare gli orari, dulcis in fundo l’accordo unanime con  Confcommercio, Confesercenti, Federimprese, Claai e Confindustria turismo, fissato il 10 luglio.

Video | Il sindaco spiega l'ordinanza

Spetterà poi alla polizia locale mettere in atto servizi per garantire che non siano disattese le disposizioni impartite con la nuova ordinanza e che sia rispettato anche il regolamento comunale approvato dal Consiglio comunale il 15 settembre 2015, quindi durante l’ultima amministrazione retta dal sindaco Paolo Perrone, che stabilisce per gestori e titolari di locali serali, fra le altre cose, l’impegno al mantenimento della pulizia negli spazi attigui ai propri locali e la vendita, dalle 22, di alcolici in bottiglie di vetro o lattina solo dentro i propri spazi (ivi compresi eventuali dehors).

Certo, non mancheranno i problemi, vuoi perché il personale di polizia locale è sempre invariato in una città che annovera flussi turistici sempre più corposi, vuoi perché, come ha ricordato anche l’assessore Foresio, permane il problema di chi abbandona bicchieri di plastica, ma anche bottiglie di birra e superalcolici, frutto il più delle volte dell’acquisto in supermercati, in diverse piazzette del centro, lasciando così ben poco decorosi tappeti d’immondizia. Da qui anche un suo personale appello rivolto principalmente ai ragazzi ad avere più rispetto degli spazi pubblici.

Infine, per quanto riguarda la questione degli orari e della musica, infine, sono previste deroghe a cavallo delle festività: il 10 agosto (notte di San Lorenzo), il 14 e il 15 agosto (vigilia e giorno di ferragosto), più 24, 25 e 26 (giorni della festa patronale).

Le dichiarazioni di Salvemini e Foresio

“Affermare ‘La notte è di tutti’ significa farsi carico degli interessi, a volte contrapposti, che si confrontano nello spazio pubblico”, ha detto il sindaco Salvemini. “Per trovare una composizione che garantisca l’obiettivo di una città vivace ma non caotica, che è attenta all’economia del turismo e della movida ma anche alla vivibilità di chi la abita ogni giorno, non solo di sera o di notte. Crediamo infatti – ha aggiunto – che sia possibile tenere insieme la crescita dell’economia turistica e del tempo libero con la tutela della qualità della vita di chi vive nelle zone della città maggiormente frequentate”.

“È una ordinanza diversa dallo scorso anno – ha aggiunto –, frutto del confronto, sempre positivo e di merito, che abbiamo sviluppato con le associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Fedimprese, Claai e Confindustria turismo, con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in prefettura, in particolare il prefetto Luca Rotondi e il questore Andrea Valentino. A tutti va il mio ringraziamento. Così come ringrazio l’assessore Paolo Foresio e il presidente Gianluca Borgia che sono stati al mio fianco in questo passaggio importante”.

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L’assessore Foresio ha poi voluto sottolineare che “questa non è l'ordinanza dello scorso anno perché abbiamo fatto un lavoro puntuale e attento di prevenzione e di accompagnamento insieme a tutte le associazioni di categoria, alle forze dell’ordine, agli operatori e agli imprenditori di questa città che ringrazio. Un lavoro che ha portato i suoi frutti e che rivendichiamo con forza”.

“La musica all'esterno fino all'1 il venerdì e il sabato e fino a mezzanotte nel resto della settimana credo che sia un ottimo compromesso, unita all’orario di chiusura che abbiamo allineato con quello delle 3 che la legge nazionale del 2010 fissa come limite per la somministrazione di alcool. Sulle quattro serate di musica live al mese che si possono fare negli spazi esterni autorizzati – ha poi sostenuto –, è utile dare un dato: nel 2022, dal 1° aprile al 31 ottobre, abbiamo avuto circa 50 richieste e nel 2023 siamo ad oggi a circa 20, e precisiamo che non c’è arretrato, siamo perfettamente allineati tra richieste ed autorizzazioni e per questo ringrazio l’ufficio. Da sempre in città – ha precisato Foresio –, la musica nei locali si concentra di più nel periodo invernale essendo un attrattore per portare più clienti nel locale. D’estate, c’è un calo evidente con le richieste di questo tipo concentrate soprattutto sulle marine”.

“Le azioni che stiamo introducendo sono coerenti con il grande lavoro per rimettere ordine nel centro storico che abbiamo avviato con il Documento strategico del commercio e che rivendico con forza. Consideriamo la vivacità del centro storico e della città in genere, generata anche grazie alle attività commerciali. Un elemento attrattivo di Lecce, ci tengo a ribadirlo, ed è proprio per questo che lavoriamo per renderla ancora più ordinata. Leggo alcuni post e prese di posizione assolutamente strumentali di chi vuole fare polemica, in alcuni casi polemica politica di bassa lega, in questo caso non la condivido ma non mi scandalizzo, in altri casi mera disinformazione e voglia di buttare tutto in caciara. La città è molto più matura di chi si incarica di innescare questo tipo di polemiche”, ha concluso Foresio.

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