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Senza giri di parole

Arriva il match clou, messaggio dei tifosi della curva: striscioni affissi in città

Tra Lecce e Sampdoria una partita che può valere una stagione: i giallorossi sono chiamati a una reazione dopo il filotto di sei sconfitte di fila

LECCE – La partita è di quelle che, come si suole dire, valgono il doppio: Lecce-Sampdoria, valevole per la 30esima giornata del campionato, significa tanto, forse tutto nell’economia della stagione dei giallorossi.

Dopo sei sconfitte di fila la squadra si è ritrovata con un vantaggio dimezzato sulla terzultima, l’Hellas Verona, ed è quindi necessario reagire per ricacciare indietro anche gli spauracchi che, dal punto di vista psicologico, possono condizionare una formazione giovane e tendenzialmente inesperta, come quella salentina.

I tifosi, che finora hanno assistito al filotto negativo senza scomporsi più di tanto, sono consapevoli dell’importanza del momento e si aspettano prestazione e risultato da parte di Hjulmand e compagni. Un messaggio che non ha bisogno di commenti particolari 16-4-23 Fuori le palle! è comparso in più punti della città. La sigla è U.L. (Ultrà Lecce).

Gli striscioni sono stati appesi nella serata di ieri sulla recinzione dello stadio, nei pressi del cancello di ingresso dei calciatori; sul parapetto delle Mura Urbiche (poi rimosso); su uno degli ingressi della Villa Comunale (lato di via Garibaldi, poi rimosso); presso la rotatoria tra viale Japigia e Viale Giovanni Paolo II (sul lato del Centrum) e un quinto nei pressi della rotatoria n viale Alfieri, dove c'è il cancello dell'ex sanatorio Galateo.

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C’è poi da segnalare anche un altro messaggio, risalente a 48 ore prima: è quello affisso sempre sulla recinzione dello stadio, lato Ovest che recitava Masiello, Consigli, Bocchetti, unico comun procuratore. Lo striscione non era siglato e questo fa desumere che si sia trattato di un’iniziativa autonoma di qualche gruppetto informale di tifosi.

Consigli, portiere del Sassuolo, negli ultimi secondi della partita giocata dagli emiliani a Verona domenica scorsa, si è reso responsabile di un errore così clamoroso da far nascere il sospetto, nei più maliziosi, che dietro quel passaggio all’attaccante avversario che ha poi fatto gol decisivo ci fosse un disegno teso ad alimentare le speranze salvezza degli scaligeri. Lo striscione ricorda che sia Consigli, sia Bocchetti, allenatore dell’Hellas (insieme a Zaffaroni), fanno parte della scuderia di assistiti di Andrea D’Amico, noto procuratore veronese, come del resto Masiello, oggi in forza al Sudtirol ma personaggio chiave della vicenda della tentata combine per il derby Bari-Lecce del maggio del 2011 costata al club giallorosso una retrocessione d’ufficio.

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