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Martedì, 18 Giugno 2024
Attualità Taviano

Pali pericolosi nel centro abitato di Taviano, il sindaco pronto a querelare Tim

Inoltrata due giorni fa la diffida del primo cittadino Giuseppe Tanisi alla società. Se questa non provvederà, entro cinque giorni alla rimozione richiesta, si procederà a denunciare la vicenda in Procura

TAVIANO - Ha annunciato che intraprenderà le vie legali, il sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi se Tim spa non risponderà alle sue richieste di rimozione di pali spezzati e pericolanti nel centro abitato. 
Due giorni fa, il primo cittadino ha inoltrato una formale diffida alla società, e se questa entro cinque giorni non soddisferà l’istanza del Comune, il passo successivo sarà quello di sporgere denuncia/querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce. In particolare, Tanisi richiede un "intervento tempestivo e urgente" soprattutto per i pali su via Edison angolo via Scategni, su via Francia angolo via Svizzera, su via Almirante, via Quinto Ennio e via Tobagi, e fa menzione dei numerosi solleciti pervenuti alla società, ben otto solo nell'anno in corso, da parte dell'ufficio tecnico e dell'avvocatura del Comune. 
In seguito ad "accertamenti eseguiti dall'Ufficio Tecnico Comunale e dalla Polizia Municipale sulle strade indicate - si legge nella lettera del primo cittadino - è stata più volte specificata la presenza di grave e imminente pericolo per l'utenza che circola su tali sedi viarie, rappresentando come sia del tutto ingiustificato l'inerte comportamento della società in questione più volte diffidata ad intervenire a ripristinare la sicurezza dello stato dei luoghi denunciati". E in riferimento a eventuali azioni giudiziali di risarcimento danni da parte di privati che dovessero pervenire all'Ente, il sindaco precisa l'intenzione dell'Amministrazione a tutelare i propri diritti a danno della Tim s.p.a. nelle competenti sedi legali, e lo fa citando l'articolo 328 del codice penale, secondo cui "il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione dai sei mesi ai due anni". 
“Non è certo Taviano, l'unico comune, a subire questa ‘spada di Damocle’ del pericolo che deriva dall'obsolescenza di tali strutture. Per quanto comprensibile, resta ingiustificata e inaccettabile una simile condizione di rischio” ha dichiarato il sindaco, aggiungendo:”È nostro interesse e nostro dovere morale pertanto tutelare l'incolumità dei cittadini e la sicurezza dei luoghi, batterci con coraggio nel difendere i diritti e nel preservare gli elementari requisiti di civiltà nel nostro territorio; creare quelle condizioni di serenità cittadina che non può e non deve essere turbata da un potenziale danno né dalla paura dello stesso. Anche in questo caso, nel far valere uno stato di legalità che è sempre ineludibile garanzia di serenità pubblica, siamo impegnati con determinazione e con fermezza, usando il massimo rigore".
 

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