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Martedì, 24 Maggio 2022
Studio preliminare

Più parco che cittadella: i luoghi della giustizia in uno spazio a uso pubblico

Il nuovo polo degli uffici giudiziari è previsto su un'area confiscata alla criminalità organizzata. Ma la portata del progetto supera di molto le risorse finanziarie disponibili

LECCE – Fatto il secondo passo, a gennaio, con la firma della convenzione tra ministero della Giustizia e Agenzia del demanio, è arrivato anche il terzo: è pronto lo studio preliminare alla progettazione del Parco della Giustizia di Lecce per la cui realizzazione è stata scelta un'area, nell’agro tra il capoluogo e la marina di Torre Chianca, confiscata alla criminalità organizzata.

Il primo step è stato la firma di un protocollo, nel febbraio del 2018 con l'intesa tra l'allora ministro, Orlando, il sindaco Salvemini e il presidente della Corte d’Appello, Tanisi. E oggi, finalmente, si è capito qualcosa di più su quello che è stato definito come il più grande intervento pubblico sul territorio comunale. E non sono, in verità, tutte notizie incoraggianti.

Il nodo delle risorse: troppo poche

L'illustrazione dello studio, avvenuta in Tribunale alla presenza del sottosegretario Sisto, dei vertici della giustizia leccese, del sindaco Salvemini, ha infatti messo in evidenza lo scollamento tra le risorse per ora dichiarate come disponibili, 70 milioni di euro, e un impianto progettuale di quasi cinque volte tanto. Ora come ora, dunque, il Parco della Giustizia sembra destinato a rimanere sul libro dei sogni. Per il mese di maggio è stato fissato un incontro di aggiornamento, ma l'impressione è che senza nuove disponibilità economiche da parte dello Stato non ci possano essere risvolti se non l'abbandono del progetto o la completa rimodulazione dello stesso.

L'idea è ambiziosa

L'obiettivo è quello di fornire una soluzione logistica coerente con le esigenze degli operatori e dei cittadini concentrando in un unico sito, facilmente raggiungibile, tutti gli uffici del sistema giudiziario: in questo modo si dovrebbe realizzare anche un significativo risparmio per quanto riguarda i fitti passivi.

Lo studio prevede, oltre a edifici adeguatamente dotati dal punto di vista tecnologico per tutto il sistema della giustizia – dagli archivi alle aule per le udienze -, anche un parco con percorsi pedonali, aree attrezzate, zone boschive con essenze arboree autoctone con la riserva, affidata a future soluzioni progettuali, della valorizzazione della cavità carsica presente.

Particolare attenzione è richiesta alla scelta dei materiali e delle soluzioni progettuali che sappiano attenuare le conseguenze dei cambiamenti climatici, che alle nostre latitudini implicano ondate di calore, precipitazioni estreme, periodi di siccità, e ottimizzare la raccolta delle acque meteoriche e al ripristino della permeabilità del suolo.

Un altro aspetto importante per la predisposizione delle proposte progettuali sarà quello della connessione con il sistema della mobilità per garantire spostamenti e collegamenti agevoli per tutti coloro che graviteranno attorno agli uffici giudiziari ma anche per i cittadini che vorranno recarsi al parco. L’Agenzia del demanio è il soggetto deputato alla gestione di tutte le fasi, da quelle relative alla progettazione all’affidamento dei lavori e del collaudo dell’opera. Un percorso analogo a quello di Lecce è stato intrapreso anche per Bari.

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