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Saluti e commozione

Garante, incontro con i detenuti per chiudere il mandato di cinque anni

Dal 2018 Maria Mancarella ha svolto l'incarico incontrando i reclusi, le loro famiglie, visitando le celle e segnalando alle istituzioni le criticità e le priorità di intervento. A lei i ringraziamenti del sindaco e dell'assessora al Welfare. In mattinata la presentazione della sua relazione

LECCE - Nel carcere di Lecce, questa mattina, Maria Mancarella ha presentato la relazione di fine mandato, avendo per cinque anni ricoperto il ruolo di Garante delle persone private della libertà personale (qui il nostro articolo di resoconto).

Il suo lavoro si è sviluppato su quattro fronti: rinforzare i rapporti istituzionali, dispiegare attività di sensibilizzazione in città, sviluppare la collaborazione con l'Università del Salento e quelle all'interno della casa circondariale. La figura della garante è stata istituita dal Consiglio comunale e la professoressa Mancarella è stata la prima a ricoprirlo. 

“La figura della Garante dei detenuti, che è figura indipendente e non sottoposta a controllo gerarchico da parte dell’amministrazione, ha rappresentato in questi anni un preziosissimo e stimolante canale di contatto tra il Comune e la casa circondariale, con la sua popolazione, le sue istituzioni, le realtà dell’associazionismo che a Borgo San Nicola lavorano per favorire la riabilitazione dei detenuti  – dichiara il sindaco Carlo Salvemini – la professoressa Mancarella ha svolto con grande puntualità e ammirevole dedizione questo compito, in un contesto non semplice, riuscendo a portare con la sua opera significativi miglioramenti nelle prospettive di riabilitazione di tanti detenuti. La ringrazio per questo, così come ringrazio la direzione della casa circondariale per la collaborazione”.

“La professoressa Mancarella si è dedicata in questi anni a costruire e rafforzare quel ponte tra il dentro e il fuori, tra la città e il carcere che tanto mancava alla nostra comunità – dichiara l’assessora al Welfare Silvia Miglietta – Questo ponte è fatto di diritti, di servizi, di ascolto e progetti, di iniziative che si sono svolte in carcere e in città. Un lavoro straordinario del quale siamo grati alla professoressa Mancarella, alla direzione della casa circondariale e alle tante associazioni che vi lavorano quotidianamente”.  

“Bisogna aver visto e in questi cinque anni di lavoro come Garante, complicati, difficili e intensi in cui ho studiato, mi sono confrontata, ho incontrato persone, dentro e fuori dal carcere, in un costante percorso di scambio conoscitivo, di progettazione e realizzazione di attività e iniziative, ho visto il carcere e le persone che lo abitano" ha affermato Mancarella.

La sua attività ha superato anche le difficoltà legate all'emergenza sanitaria e alle restrizioni imposte anche nella vita carceraria: “Ho visto le celle, ho ascoltato le storie dei detenuti, ho accolto il loro dolore e la loro sofferenza; ho provato a cercare soluzioni, ho monitorato, segnalato le tante disfunzioni, le tante, troppe cose che non vanno, che sono la pena aggiuntiva, ingiustificata, che i detenuti sono condannati a scontare accanto alla perdita della libertà, con la sensazione contrastante e a volte contraddittoria, di essere al tempo stesso importante e inutile, punto di riferimento essenziale ma non sempre efficace almeno quanto io avrei voluto e quanto sarebbe necessario. Al termine del mio mandato vorrei ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile in questi anni il mio lavoro di Garante, ognuna per la sua parte. Un grazie particolare vorrei rivolgerlo ai detenuti e alle detenute, a tutte le persone che ho incontrato che mi hanno donato un pezzo della loro vita e della loro sofferenza con rispetto, attenzione e fiducia”.

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