Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

“Abusarono di due sorelle con disturbi mentali”, due amici rischiano il processo

Il giudice Alcide Maritati ha disposto l’ascolto delle presunte vittime, in sede di incidente probatorio. Se le loro dichiarazioni risulteranno attendibili saranno utilizzate come prova in un eventuale processo

LECCE - Si è aperta oggi l’udienza preliminare per discutere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei riguardi di due amici di un comune del Nord Salento accusati di aver abusato di due sorelle affette da deficit psichico. Starà al giudice Alcide Maritati pronunciarsi sull’istanza formulata dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani, il magistrato che ha condotto le indagini su quanto sarebbe accaduto il 2 luglio dello scorso anno in un’abitazione a Campi Salentina.

Al termine dell’udienza il gup ha disposto, su sollecitazione dello stesso pm, che le due presunte vittime vengano ascoltate in sede di incidente probatorio. Le loro dichiarazioni saranno valutate da uno psicologo che si pronuncerà sulla loro attendibilità e, se tali dovessero essere, saranno cristallizzate come prova in un eventuale processo.

Assistiti dall’avvocato Francesco Tobia Caputo, gli imputati, un 43enne e un 32enne, devono respingere l’accusa di violenza sessuale aggravata, perché stando all’accusa, approfittando dello stato di disturbo mentale di cui sono affette le due ragazze, le avrebbero portate in una casa fuori dal centro abitato e le avrebbero molestate. In particolare, il 43enne avrebbe spinto sul letto una di loro e dopo averla spogliata e immobilizzata, legandole le mani con una cintura e averle chiuso la bocca con del nastro adesivo, avrebbe abusato di lei.

Tutto questo sarebbe avvenuto mentre l’altro nel cercare un approccio con la sorella l’avrebbe baciata senza il suo consenso.

A dare il via alle indagini fu la denuncia sporta presso la caserma dei carabinieri di Campi Salentina dalle malcapitate che questa mattina, durante l’udienza preliminare, si sono costituite parte civile con l’avvocato Giovanni Gabellone. Tra i documenti finiti nel fascicolo d’inchiesta, c’è il referto medico rilasciato dai sanitari dell’ospedale di Galatina dove si recò la ragazza che avrebbe subito violenza dal 43enne.

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