Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Abusi sull'amica di famiglia, condannato a otto anni di reclusione

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a otto anni di reclusione un 51enne accusato di aver abusato di una ragazza minorenne. L'imputato è stato anche condannato a risarcire le parti civili

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati).

 

LECCE – E’ una triste storia di presunte violenze, soprusi e infanzia violata quella che arriva da Copertino. Una squallida vicenda di abusi sessuali consumati a danno di una giovane creatura, per di più in un contesto familiare. A farne le spese una bambina che all’epoca dei fatti aveva meno di quattordici anni. Oggi, i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a otto anni di reclusione Salvatore Cillo, 51enne di mestiere fornaio, con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’imputato è stato anche condannato a risarcire le parti civili, la presunta vittima e la madre, assistite dall’avvocato Raffaele Pesce (del foro di Brindisi), con una provvisionale, immediatamente esecutiva, rispettivamente di 40mila euro e 10mila euro. L’accusa aveva chiesto una condanna a sette anni di reclusione.

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2005 e il 2007. Nei fine settimana la ragazzina, figlia di amici di famiglia dell’uomo, sarebbe stata ospite nella sua abitazione. Durante la notte il 51enne avrebbe raggiunto la cameretta in cui dormiva la minorenne e avrebbe abusato di lei, tappandole la bocca per non farla gridare e minacciandola di non raccontare a qualcuno di quello che accadeva. La presunta vittima, intimorita, avrebbe taciuto per circa due anni, dimostrando però nel tempo una riluttanza sempre maggiore a recarsi a casa del suo presunto molestatore. Fino a quando, nel corso di un viaggio all’estero, non ha trovato la forza e il coraggio di raccontare tutto a un familiare.

Da quel racconto, anche attraverso l’ausilio degli assistenti sociali, si è poi sviluppata l’inchiesta che ha fatto emergere le violenze. Il racconto della giovane è stato raccolto in sede d’incidente probatorio, nel corso di un ascolto protetto avvenuto nel Tribunale per i minorenni. Un racconto dettagliato e circostanziato, ritenuto coerente dagli esperti. La moglie dell’imputato, ascoltata nel corso del processo, è risultata totalmente estranea alla vicenda, oltre che ignara di ciò che sarebbe accaduto. L’imputato è assistito dall’avvocato Angelo Vetrugno. 

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