Musica a tutto volume, un centinaio di sgomberati per un rave nelle campagne

E' il terzo episodio in due mesi in provincia di Lecce. Questa volta, nelle campagne intorno ad Acaya. Una trentina gli identificati, l'organizzatore è di Manduria

Foto di repertorio.

VERNOLE – Che sia nelle campagne intorno a Scorrano, come accaduto a metà luglio, in quelle del Capo di Leuca, fra Specchia e Presicce, come successo appena domenica scorsa, o a breve distanza dalla riserva naturale delle Cesine, come avvenuto oggi, poco cambia: il Salento è sempre più terra di rave party organizzati in cerche ristrette, usando probabilmente i social come canali, per radunarsi attorno a casse gigantesche in luoghi lontani da occhi, ma quasi mai anche da orecchie indiscrete. Perché il frastuono che va avanti per ore, a volte interi giorni, finisce sempre per rimbalzare sul timpano di qualcuno che, stanco ed esasperato del bum-bum-bum, finisce per contattare le forze dell’ordine.

Non colpisce più di tanto, poi, che il fenomeno sembri in aumento in questo periodo di emergenza coronavirus, con tutte le restrizioni del caso su feste e piste da ballo. Anzi, forse è anche per questo che si stanno moltiplicando iniziative di tal genere che, comunque, va detto, sono sempre esistite. Ma tre episodi in poco più di due mesi, ben due a distanza di appena sette giorni l’uno dall’altro, sembrano davvero tanti, sul piano statistico. Tant’è. Quando qualcuno ha avvisato la polizia per un rave in atto almeno dalla notte precedente, è partita anche oggi nella zona individuata una carovana di forze dell’ordine: polizia, carabinieri, guardia di finanza, con il supporto dei reparti mobili.

La zona nelle campagne di Acaya

La zona prescelta, questa volta, nei dintorni della cittadella fortificata di Acaya, frazione di Vernole nota per il suo maestoso maniero e per essere immersa in uno sterminato mare di verde, fra campi, uliveti, masserie in qualche caso diroccate o, comunque, disabitate. Ed è proprio nei pressi di una di queste, in un punto piuttosto impervio, che si erano convogliati almeno un centinaio di partecipanti, provenienti da più parti della regione.

Si tratta di una zona che si pone grossomodo al centro di un asse ideale fra l’aeroporto Lecce-Lepore, nei pressi della marina di San Cataldo, e l’Acaya Golf Resort. Per arrivarci, bisogna addentrarsi in una rete di stradine interpoderali, alcune sterrate e quasi impraticabili, partendo dalle spalle del piccolo scalo aeroportuale o lasciandosi dietro la strada Comunale di Acaya, che si raggiunge dalla litoranea San Cataldo-San Foca.

Sul posto forze dell'ordine in massa

Addio festa, dunque, quando le forze dell’ordine sono piombate sul posto, a metà mattinata. C’erano almeno una ventina di autovetture, più una roulotte e l’immancabile camion per trasportare tutta l’attrezzatura musicale. I più si sono dileguati appena hanno capito, scorgendo i movimenti da lontano, che poliziotti, carabinieri e finanzieri erano lì per loro e in loco sono rimaste una trentina circa di persone (poi identificate) per aiutare a smantellare tutto. Fra questi, colui che si presume l’organizzatore, un 34enne di Manduria.

L’area è di proprietà privata, appartiene a un 64enne leccese e, qualora decidesse di sporgere denuncia per invasione di terreni, si aprirebbe un’indagine. Per il momento, tutti i partecipanti sono stati costretti a sgomberare l’area. A quanto pare, non sarebbe nemmeno la prima volta che nei pressi di quella masseria si organizzano rave party, ma in altre occasioni il passaggio di festanti non autorizzati sarebbe stato scoperto in ritardo. Intuito, più che altro, da vari segni e spazzatura abbandonati sul posto. Questa volta, invece, sono stati pizzicati in pieno.  

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