Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Accessi abusivi ai redditi, l'impiegato si difende: "Credevo fossero pubblici"

Tra gli obiettivi lo stesso direttore dell'Agenzia delle entrate e personaggi famosi. Indaga la sezione di pg della finanza

LECCE – Saranno le indagini della Procura del capoluogo salentino, coordinate dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci e affidate agli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza, diretti dal colonnello Francesco Mazzotta, a stabilire se sia trattato di un eccesso di curiosità (tanto illecito quanto voyeuristico) o di qualcosa di più grave con finalità ben precise. Per ora l’unica certezza è che tra il 20 e il 29 giugno 2016, un dipendente dell’Agenzia delle entrate, ha avuto accesso in maniera illecita ai dati di una lunga serie di personaggi istituzionali e pubblici. Tra questi spiccano i nomi di Rossella Orlandi, direttore della stessa Agenzia, e dell’ex ministro e oggi parlamentare europeo del Pd Paolo De Castro.

Il protagonista di questa vicenda è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di accesso abusivo a sistema informatico. Il sistema utilizzato è la cosiddetta anagrafe tributaria, lo stesso adoperato dalle fiamme gialle per passare al setaccio redditi e dichiarazioni dei contribuenti, a caccia di evasori e ricchezze sospette. E’ stata la stessa Agenzia delle entrate ad accorgersi degli accessi abusivi, dopo aver verificato che il dipendente non aveva alcuna autorizzazione o valido motivo per visualizzare i dati in questione. L’uomo si è difeso spiegando di aver agito senza alcuna finalità illecita, con la convinzione che i dati delle persone prescelte fossero pubblici e reperibili in banche dati ed elenchi accessibili a tutti. Una spiegazione che sembra non convincere gli inquirenti.

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