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Foto di repertorio

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Accoltellamento in città: l'arrestato ora rischia il processo per tentato omicidio

Chiesto il rinvio a giudizio per il 29enne di origini marocchine finito in carcere lo scorso maggio per aver accoltellato un connazionale in pieno giorno, nei pressi del centro di Lecce

LECCE - E’ arrivata all’udienza preliminare l’inchiesta che lo scorso maggio aprì le porte del carcere di “Borgo San Nicola” a Mohammed Er Ramy, un 29enne di origini marocchine accusato di aver accoltellato un connazionale in pieno giorno, nei pressi del centro di Lecce.

Starà al giudice Marcello Rizzo, mercoledì prossimo, decidere se mandare a processo l’uomo (assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto) per il reato di tentato omicidio, così come sostenuto dalla Procura.

Secondo gli inquirenti, infatti, il 29enne agì per uccidere e questo si evincerebbe dalle immagini dell’impianto di sorveglianza di alcuni privati che ripresero ogni sequenza dell’aggressione, durante la quale la vittima fu colpita agli arti (un primo fendente all’altezza del fianco sinistro, poi alla coscia sinistra, all’altezza del gluteo) mentre discuteva con un altro connazionale che le attribuiva il furto di una bici e di uno zaino.

Er Ramy fuggì in sella a una mountain bike, ma la fuga non durò a lungo: i poliziotti riuscirono a rintracciarlo nella zona di viale Leopardi e a ritrovare anche l’arma (con lama di 10 centimetri) sporca di sangue nascosta nella crepa di una recinzione.

Il malcapitato che fu medicato nell’ospedale di Scorrano (la prognosi fu di otto giorni) potrà costituirsi parte civile al processo.

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