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Cronaca

Accusati di aver spillato quasi 80mila euro alla vicina, finiscono a processo

La malcapitata, una 60enne con fragilità psichica, sarebbe stata indotta a contrarre prestiti di cui ne avrebbero beneficiato in tre. L’accusa è di circonvenzione di incapace

LECCE - Avrebbero approfittato della sua fragilità psichica, arrivando a “spillarle” quasi 80mila euro. Circonvenzione di incapace è questa l’accusa dalla quale dovranno difendersi a processo i vicini di casa di una 60enne leccese: S.P., di 58 anni, e il marito G. G., di 55. Oltre a loro, al banco degli imputati, ci sarà anche C. L., di 50, ritenuto complice della coppia, anche questo residente a Lecce.

A rinviarli a giudizio, su sollecitazione della pm Giovanna Cannarile, è stata la gup Cinzia Vergine, al termine dell’udienza preliminare discussa due giorni fa, fissando al 14 ottobre la prima udienza del dibattimento dinanzi alla giudice Giovanna Piazzalunga.

Stando alle indagini, tra giugno del 2018 e febbraio del 2020, la malcapitata avrebbe subito l’influenza della vicina tanto da allontanare da se il coniuge e il resto della famiglia; sarebbe stata così indotta a contrarre una serie di prestiti, o a chiedere l’anticipo del tfr, e delle relative somme di denaro (come detto per un valore complessivo di quasi 80mila euro) avrebbero beneficiato i tre imputati, con prelievi dagli sportelli bancari e automatici e attraverso bonifici sui loro conti. Tra le causali, quando menzionate, sarebbe stato indicato “saldo competenze per cause sinistro”, “spese ristrutturazione casa”, e “spese commercialista”.

Queste come detto le accuse che gli imputati avranno modo di respingere nel processo, durante il quale saranno assistiti dagli avvocati Massimiliano Petrachi e Antonio Spongano. In aula, ci sarà anche la presunta vittima cha si è già costituita parte civile con l’avvocato Ilario Manco, nominato amministratore di sostegno.

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