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Accusato di perseguitare la ex, ma era allo stadio: assolto un 33enne leccese

Emesso il verdetto d’appello nei riguardi del giovane condannato a nove mesi in primo grado per stalking. Per i giudici “non ha commesso il fatto”. Disposta l’immediata scarcerazione

LECCE - Dopo aver trascorso otto mesi ai domiciliari per stalking, sui nove contenuti nella sentenza di primo grado, la Corte d’Appello di Lecce lo ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, disponendo l’immediata scarcerazione. Le motivazioni non sono ancora note, ma la difesa (rappresentata dall’avvocato Massimo Bellini) ha cercato di dimostrare che l’imputato, A.N., 33enne leccese, non avrebbe potuto mettere in atto alcune delle condotte contestate perché si trovava in luoghi diversi da quelli indicati dai testi dell’accusa, come allo stadio di via Del Mare per assistere alla partita della sua squadra del cuore.

Si chiude così la vicenda giudiziaria nei riguardi del giovane accusato di aver perseguitato e molestato la ex fidanzata fino all’ottobre 2018, e per questo colpito dal divieto di avvicinamento che fu poi aggravato nella misura dei domiciliari a causa di violazioni.

La procura generale, rappresentata dal sostituto Claudio Oliva, aveva richiesto la conferma della sentenza di condanna a nove mesi emessa dal giudice Alessandra Sermarini il 25 novembre del 2019, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ma come detto la Corte presieduta dal giudice Vincenzo Scardia che aveva accolto la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria e proceduto all’ascolto di un testimone “chiave” per la difesa ha ritenuto infondata l’accusa.

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