Figliastra violentata e tenuta in schiavitù: reggono accuse in secondo grado

I giudici della Corte d’appello hanno confermato la sentenza di condanna a otto anni di reclusione emessa in abbreviato dal gup Alcide Maritati. Il 53enne ha sempre respinto le accuse di abusi nei confronti della figlia dell’ex convivente

LECCE – Regge anche in secondo grado l’ipotesi accusatoria nei confronti di Tommaso De Matteis, l’agricoltore 53enne di Sannicola accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, e di riduzione in schiavitù. .

Fu proprio la giovane vittima di questa storia, oggi 24enne, a trovare la forza di denunciare, in un lungo e angosciato racconto, il proprio calvario ai carabinieri della stazione di Sannicola. Per sette, lunghi anni sarebbe stata in balia del patrigno. Una storia di violenze sessuali ripetute, di prostrazione psicologica. E intimidazioni, se solo avesse osato parlare con qualcuno.

Un vero orrore fra le mura domestiche, nella totale inconsapevolezza della madre. Al termine degli accertamenti, i militari avevano quindi stretto le manette ai polsi di De Matteis. La vittima ha raccontato agli uomini dell’Arma le interminabili sevizie subite nel corso del tempo, anche di tipo psicologico.

DE MATTEIS1-3Le ripetute violenze sessuali sarebbero spesso state accompagnate da minacce. Quella più ricorrente esibirle due cartucce da caccia, peraltro detenute in modo illecito. “Parla con qualcuno e queste le riservo a te…”, le avrebbe detto. Per impedire che la ragazza potesse comunicare con l’esterno, a intervalli regolari l’uomo le avrebbe anche sequestrato le sim card edi cellulari. Tutti gesti che avrebbero prostrato la giovane a tal punto da rifiutarsi di svelare le atrocità subite sulla sua pelle. Persino la madre sarebbe stata tenuta all’oscuro di tutto.

A un carattere aggressivo, l’imputato avrebbe anche unito una forma di folle gelosia, riverberatasi nei confronti di qualche malcapitato fidanzatino che la giovane è comunque riuscita ad avere in questo tempo, tentando di condurre un’esistenza normale. Soprattutto l’attuale, sarebbe stato testimone, in più di un’occasione, di minacce e violenze varie. Addirittura, pur di non rischiare di essere pestata, al patrigno in una circostanza sarebbe stata obbligata a mentire, dicendo di essersi lasciata.

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Nei confronti della ragazza, che si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Greco, i giudici hanno riconosciuto una provvisionale di 50mila euro.

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