Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

"Affari & politica", indagati illustri a giugno dal gup

Il 26 giugno diversi esponenti del passato e attuale Consiglio comunale leccese dovranno presentarsi davanti al gup De Benedictis. Fra gli indagati anche il sindaco. Marti ha scelto il rito abbreviato

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Ulteriore rinvio sul presunto intreccio "affari & politica", in cui rischiano il processo l'ex-europarlamentare e senatrice Adriana Poli Bortone, il sindaco di Lecce Paolo Perrone e i consiglieri comunali con importanti deleghe nell'esecutivo dell'amministrazione Andrea Corvaglia, Angelo Tondo, Salvatore Bianco, Eugenio Pisanò e Giovanni Garrisi. E' questa l'unica, sostanziale novità emersa oggi: tutto rimandato al prossimo 26 giugno, quindi, quando gli illustri indagati dovranno comparire davanti al gup Annalisa De Benedictis, così come richiesto dai propri legali. L'attuale assessore all'Ufficio casa Roberto Marti ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato, il prossimo 14 ottobre davanti allo stesso gup. L'ipotesi di reato nei suoi confronti è di voto di scambio aggravato dal favoreggiamento di un'associazione mafiosa.

L'attuale assessore (ricopriva la stessa delega all'epoca dei fatti) avrebbe avuto alcune conversazioni telefoniche con l'imprenditore Mauro Matarrelli, nelle quali sarebbe emersa la disponibilità a promettere importanti favori in cambio di voti per le elezioni elettorali del 2003. L'inchiesta, nata dalle intercettazioni telefoniche della prima operazione "Pit", contro il clan mafioso di Filippo Cerfeda, si era conclusa con una richiesta di archiviazione presentata dalla procura antimafia. Il gip del tribunale di Lecce, Antonio Del Coco, dispose ulteriori approfondimenti culminati con la proposta di rinvio a giudizio per gli undici indagati con l'accusa di abuso d'ufficio.

Il tutto sarebbe legato ad una delibera di giunta datata 13 giugno 2003 che destinò in violazione delle leggi, 65 mila euro ad una cooperativa composta da ex-detenuti per l'affidamento dei lavori di pulizia e di manutenzione di San Cataldo, nell'ambito di un ampio progetto di riqualificazione della marina leccese. L'ipotesi di abuso d'ufficio pende anche sulla testa dell'allora assessore allo sport Salvatore Bianco, che avrebbe promosso la costituzione della cooperativa e assicurato per conto dell'amministrazione comunale i servizi di guardiania delle bancarelle natalizie a persone non munite della regolare autorizzazione. Dello stesso reato risponde anche Piergiorgio Solombrino, all'epoca dei fatti dirigente responsabile del settore tecnico, per aver affidato i lavori di riqualificazione alla cooperativa "Santo Fascia Costiera" senza aver bandito alcuna regolare gara d'appalto.

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