Cronaca

Aggredì il paparazzo della Hunziker? Lui nega tutto

Davanti ai giudici del Tribunale di Lecce oggi Uzza ha respinto le accuse e ha negato di essersi allontanato dalla barca della showgirl ormeggiata, all'epoca dei fatti, nel porto di Gallipoli

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LECCE - Mezz'ora per fare il resoconto della vacanza salentina che la showgirl Michelle Hunziker fece nel Salento nel 2006 e per negare categoricamente di aver inseguito un fotografo per sottrargli con la forza alcune immagini che questi aveva scattato. E' stato ascoltato questa mattina dal collegio della seconda sezione penale, Presidente Pietro Baffa, a latere Michele Toriello e Giuseppe Biondi, l'assistente personale della bella presentatrice Maurizio Uzzi, 46 anni, di Taranto. L'uomo risponde di tentata rapina ai danni di Roberto Rocca, fotografo professionista, il quale sostiene che Uzzi insieme ad altri due uomini corpulenti gli abbiano intimato con modi poco ortodossi di consegnargli la sua macchinetta fotografica e, non riuscendovi, si sarebbero lanciati in un inseguimento a bordo della loro macchina per circa 15 chilometri.

Stando alla ricostruzione dell'accusa, Rocca era all'interno della sua auto, fermo nel parcheggio del porto di Gallipoli dove il giorno prima era attraccata la barca a bordo della quale c'era Michelle Hunziker, insieme alla figlia, al fratello ed ad una coppia di amici. Un uomo si avvicinò alla Opel Corsa di Rocca, bussò al suo finestrino e gli chiese se fosse in possesso di una macchina fotografica; il diniego del fotografo non soddisfò la richiesta dell'uomo che pretese poi di perquisire l'auto.

Dopo lo sconosciuto, insieme ad altri due uomini, avrebbero dapprima bloccato l'autovettura di Rocca sulla rotatoria per Sannicola, riempiendola di calci e pugni, poi avrebbero seguito il fotografo a bordo della loro Bmw X5 per 15 chilometri, sulla strada che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca, tentando più volte di speronarlo e fermandosi solo dopo che il malcapitato gli mostrò sul display del suo cellulare di aver chiamato il 112.

Davanti ai giudici, Uzza ha respinto tutte le accuse; ha negato di essersi allontanato dalla barca quel pomeriggio, poiché per farlo avrebbe dovuto chiedere il permesso alla Hunziker. Ha detto inoltre di non essere lui personalmente ad occuparsi della sicurezza della star televisiva, poiché per questo si erano rivolti ad un'agenzia del posto.

Di segno diametralmente opposto, com'era prevedibile, le dichiarazioni rese in udienza dalla persona offesa, Roberto Rocca, il quale ha affermato di riconoscere in Uzzi l'uomo che era alla guida della BMW ed ha ribadito la sua versione dei fatti.
Un punto a favore dell'accusa sembra averlo segnato la testimonianza, chiesta direttamente dal Presidente Baffa, del giornalista di Nuovo Quotidiano di Puglia Erasmo Marinazzo, che ha confermato la ricostruzione dei fatti resa da Rocca, il quale lo ha chiamato poco dopo l'aggressione.


L'udienza è stata poi rinviata al 4 dicembre, quando verrà ascoltata la testimonianza del tenente dei carabinieri della compagnia di Gallipoli Alessandro Carpentieri e verrà emessa la sentenza. Uzzi è difeso dagli avvocati Gaetano Vitale ed Elvia Belmonte. Rocca dall'avvocato Vincenzo del Prete.

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