Cronaca

Traffico ancora in tilt: i dipendenti di Alba Service protestano in prefettura

Una nuova giornata di passione per i lavoratori che attendono lo stipendio da 16 mesi. I sindacati in prefettura chiedono l’apertura di un nuovo tavolo con le istituzioni

LECCE – Via XXV luglio, nel pieno centro cittadino, è stata interessata da un nuovo blocco stradale: a mandare in tilt la circolazione sono stati, ancora una volta, i dipendenti di Alba Service. E c’è da capirli. Non ricevono lo stipendio da 16 mesi addirittura e le nubi sulla società partecipata dalla Provincia di Lecce sono più dense che mai. Il timone dell’azienda è stato abbandonato dal liquidatore Mauro Spagnolo che ha rassegnato le dimissioni cedendo il passo, in via temporanea, al presidente del collegio dei revisori dei conti, Filippo Calò, cui è affidata la gestione ordinaria.

Un nuovo incontro tenutosi in prefettura un paio di pomeriggi addietro è stato utile soltanto per formulare un’ipotesi di collocamento per i 28 assistenti sociali rimasti a casa: la Regione Puglia, che ora ha la competenza su queste figure professionali, ha proposto di reimpiegarle all’interno degli ambiti territoriali.

“Ma, ammesso che tutti i sindaci siano d’accordo – puntualizza Giuseppe Mancarella dei Cobas –, questi lavoratori passerebbero da un impiego a tempo indeterminato ad uno di tipo determinato. Si tratta di una beffa”. Gli animi tra i dipendenti di Alba Service sono più accesi che mai: oltre all’assistenza sociale, permangono intatti i problemi che hanno colpito le mansioni essenziali, ovvero la manutenzione delle strade e l’edilizia scolastica. Questi servizi hanno offerto, finora, un lavoro stabile ad una novantina di persone.

Dopo la crisi della società, posta in liquidazione, e l’applicazione della legge di riforma delle province, detta Delrio, i dipendenti hanno sottoscritto un contratto di solidarietà che, a detta del sindacalista, presenta alcuni nodi da sciogliere: “I lavoratori sono passati da 40 a 22 ore settimanali; presso l’Inps risulta questo taglio dello stipendio del 45 percento ma siamo ancora in attesa che venga versato il contributo del Fondo di integrazione salariale”.

Mancarella fa il punto della situazione: “La Provincia di Lecce ha affidato solo un 30 percento dei lavori che doveva assegnare per un valore complessivo di 300 mila euro e non c’è traccia dei soldi che il governo avrebbe dovuto ripartire tra i vari enti, così come stabilito da un emendamento della legge di Stabilità. Gli amministratori di Palazzo dei Celestini aspettano ancora i 4,5 milioni di euro dal governo, di cui 2 sarebbero destinati alla partecipata Alba Service”.

I lavoratori, che hanno deciso di riversarsi nuovamente in strada per far sentire la propria voce, hanno sciolto il sit-in intorno a mezzogiorno, e solo dopo le rassicurazioni giunte dalla prefettura di Lecce. I sindacati sono stati accolti, infatti, dal prefetto cui hanno rivolto due precise richieste: la convocazione di un tavolo alla presenza dei vertici di Alba Service insieme agli amministratori della Provincia di Lecce e della Regione; l’applicazione della legge “Madia” sulla pubblica amministrazione, nella parte relativa alla mobilità del personale tra le società partecipate dagli enti locali.

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