Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Via Sandro Pertini

La bara ancora in casa. Blitz di abusivi che occupano l’alloggio popolare

Un pomeriggio movimentato in una palazzina Iacp di via Sergi ad Alezio nel pieno svolgimento di un funerale. Una famiglia di abusivi si barrica nella casa del defunto prima ancora dell'avvio del corteo. Intervento di carabinieri e 118

ALEZIO – L’inquilino della casa popolare muore, la bara è ancora nel bel mezzo della stanza, e mentre ci si prepara per il corteo funebre qualcuno pensa bene di occupare l’alloggio. Mettendo in atto l’intenzione premeditata già dal giorno prima e “comunicata” anche agli stessi familiari del defunto. Un fuori programma inaspettato e quasi raccapricciante. E il dramma della disperazione e delle occupazioni abusive delle case popolari raggiunge il culmine. Il tutto nel bel mezzo dello svolgimento del funerale dell’inquilino, legittimo assegnatario, ormai deceduto, e con il feretro che non ha ancora varcato la soglia della porta d’ingresso.

Un pomeriggio alquanto insolito e movimentato, ad Alezio che ha visto anche l’intervento di carabinieri della compagnia gallipolina e del personale sanitario del 118. Con una storia quasi inverosimile, ma purtroppo realmente accaduta. Tra l’incredulità e il rammarico dei familiari e di chi ha tributato l’ultimo e rispettoso saluto al compianto concittadino Alfredo Porcino, di 82anni, che in quella casa ha vissuto per lungo tempo. 

Teatro della vicenda una palazzina popolare nel tratto di strada tra via Sergi e il ricongiungimento con via Pertini, nel quartiere periferico del piccolo comune che dista un tiro di schioppo dalla vicina Gallipoli. Sono da poco passate le 16 quando sono in fase di svolgimento le procedure del funerale e con l’arrivo del parroco e dei chierichetti della chiesa dell’Addolorata per tributare i conforti religiosi e le preghiere di rito. Giusto il tempo di terminare tale adempimento e per il sacerdote di varcare la soglia dell’abitazione pronto a guidare il corteo funebre in strada, ed ecco consumarsi il fataccio.

Dal pianerottolo superiore alcune donne e i componenti di una famiglia (a quanto pare coinquilini con problemi d’indigenza e mossi dall’esigenza di reperire un nuovo alloggio) si fiondano letteralmente nell’abitazione con il chiaro intento di occuparla. Abusivamente, ovviamente. Barricandosi nelle stanze della casa. E senza nemmeno aver dato il tempo al personale delle onoranze funebri di concludere il trasporto della bara fuori dall’appartamento. E mettendo quindi in pratica il loro intendimento palesato il giorno precedente: “A noi serve questa casa, di qua non ce ne andiamo altrimenti l’alloggio viene assegnato a qualcun altro”.   

Sono seguiti ovviamente dei momenti di confusione e di forte tensione, tra le legittime rimostranze dei familiari del defunto (atteso che in casa erano tra l’altro ancora presenti mobili ed effetti personali del congiunto) e la forte opposizione degli occupanti di desistere dal loro intento. Alcune delle donne che hanno occupato l’abitazione hanno anche inscenato malori e stati di agitazione.  

Tant’è che da lì a poco nella zona Peep è sopraggiunta anche un’ambulanza del 118 e nel contempo una telefonata presso il comando dei carabinieri della compagnia di Gallipoli, ha consentito l’arrivo anche di un pattuglia dell’Arma. L’intervento dei militari e la mediazione dei presenti alla fine ha consentito di far sgomberare e allontanare gli abusivi. Per quanto tempo, difficile dirlo. Ma almeno nell’immediato, ritornata la calma, si è finalmente potuto muovere il corteo in direzione della chiesa per portare a termine la celebrazione del rito funebre.

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