Appuntamento al cimitero per l'estorsione, 32enne incastrato e condannato

Due anni e quattro mesi per un monteronese che ha tentato di ottenere denaro dalla presidente di un'associazione sportiva

L'ingresso del cimitero di Leverano. Sullo sfondo, una pattuglia di carabinieri.

LECCE – Due anni e quattro mesi per un tentativo d’estorsione. E’ la pena comminata, in abbreviato, a Michele Giordano, 32enne di Monteroni di Lecce. La sentenza è stata emessa dal gup Vincenzo Brancato. L’accusa, rappresentata dal  pubblico ministero Luigi Mastroniani, aveva chiesto una condanna più severa, pari a quattro anni.  

La vicenda della quale ha risposto Giordano, difeso dall’avvocato Angelo Vetrugno, è molto recente. Risale, infatti, al giugno scorso, quando il giovane monteronese si è recato presso l'ufficio della presidente di un’associazione di Leverano che organizza eventi sportivi, sostenendo di rappresentare alcuni soggetti gallipolini, i quali erano “rimasti brutti” per non essere stati chiamati a svolgere il servizio di sicurezza nel corso di una recente manifestazione nella Città Bella. “Si aspettano tanto questi eventi per poter lavorare e tu mi porti persone di fuori?”, avrebbe detto Giordano, ovviamente a nome dei presunti mandanti.

Presunti, perché è da considerare che tali soggetti non sarebbero mai stati nominati apertamente. Di sicuro, tanta la loro “delusione”, che per rimediare, la donna avrebbe dovuto sganciare sull’unghia 20mila euro. Ovvero, una somma pari a quella che di lì a poco avrebbe ricevuto dal Comune di Gallipoli, come corrispettivo per l’organizzazione dell'evento.

La vittima del tentativo d’estorsione, in quella prima occasione, si era opposta alla richiesta estorsiva, peraltro spiegando che per il servizio di vigilanza aveva investito una cifra molto più bassa, pari a 4mila euro. Un modo anche per prendere tempo, evidentemente, e capire come agire. Decidendo di sporgere denuncia presso i carabinieri. Sta di fatto che Giordano si sarebbe ripresentato a breve distanza di tempo, sostenendo di aver parlato con i suoi emissari e spiegando che avevano abbassato le pretese, scendendo a 10mila euro. Da pagare magari anche a rate.  

Si erano così dati un appuntamento per sabato 28 giugno nel cimitero di Leverano, indicando una cappella precisa dentro la quale la donna avrebbe dovuto lasciare i soldi della prima tranche. Peccato che nel giorno prefissato, invece di lei, si fossero presentati i carabinieri. I quali, visto Giordano arrivare in scooter, fare più giri davanti al cimitero, alla fine scendere, entrare nella cappella da lui indicata per la consegna del denaro, e ritornare sui suoi passi per restare sulla soglia in evidente attesa, alla fine erano usciti allo scoperto, fermandolo e trascinandolo in caserma.

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Qui riconosciuto dalla presidente della società sportiva, era poi scattato l’arresto, tanto più che il giudice per le indagini preliminari, Simona Panzera, aveva ritenuto poco credibile la scusa del giovane, e cioè di essersi recato al camposanto per trovare alcuni amici, non meglio indicati, in visita ai loro cari defunti. E oggi, per Giordano, è arrivata la condanna in primo grado.

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