Cronaca

Arrestato il quarto uomo per il tentato omicidio di Copertino

I carabinieri della stazione di Carmiano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Toni Saponaro, 40enne di Carmiano

LECCE – Il cerchio si è chiuso anche sul quarto uomo coinvolto nel tentato omicidio avvenuto martedì mattina in un casolare alla periferia di Copertino. I carabinieri della stazione di Carmiano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Toni Saponaro, 40enne di Carmiano, accusato di concorso in detenzione illegale e porto di arma da fuoco, lesioni personali e tentato omicidio. La misura è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce sulla base dei riscontri investigativi eseguiti dai militari dell’Arma di Copertino con i colleghi di Carmiano. Saponaro è assistito dall’avvocato Valeria Corrado.

In carcere, da martedì sera al termine di un’indagine lampo, si trovano già Bruno Guida, 42enne di Leverano; Peppino Vadacca, 43enne di Carmiano e Matteo Niccoli, 22enne di Carmiano. Nei loro confronti il gip Carlo Cazzella, al termine dell’udienza, non ha convalidato l’arresto (non ritenendo che vi fossero i presupposti per la flagranza di reato), ma ha confermato la custodia cautelare in carcere, ritenendo che vi siano, oltre alle esigenze cautelari, gravi indizi di colpevolezza sapoanro toni1-2per il reato, in concorso, di detenzione illegale e porto di arma da fuoco, lesioni personali e tentato omicidio. Per quest’ultima contestazione il giudice evidenzia che sono necessari ulteriori approfondimenti per stabilire la dinamica degli spari, e cioè se siano stati esplosi verso la vittima, che ha dichiarato di aver schivato i colpi. I tre indagati sono assistiti dagli avvocati Valeria Corrado, Pantaleo Cannoletta e Vito Quarta.

Secondo la ricostruzione scaturita dalle indagini condotte dai carabinieri della tenenza di Copertino, assieme ai colleghi de stazioni di Leverano e di Carmiano, che hanno portato in poche ore all’arresto dei tre (un quarto uomo è ricercato), il gruppo si è presentato nel casolare dove abita con la famiglia Paolo Panzanaro, 46enne con precedenti penali. La discussione sarebbe ben presto degenerata e sono stati esplosi due colpi di pistola, con una calibro 7,65. Il 46enne è stato poi colpito al volto col calcio della pistola, riportando lesioni con una prognosi di cinque giorni. 

A incastrare i componenti della “spedizione punitiva” le immagini del sistema di video sorveglianza installato, le dichiarazioni dei famigliari e una serie di elementi raccolti dai militari dell’Arma. Tutto sarebbe iniziato circa una settimana fa, quando il figlio di Paolo Panzanaro paolo, un 19enne, ha notato in una campagna tra i comuni di Leverano e Carmiano, tre serre dalle quali proveniva un forte odore di marijuana. Solo dopo essersi avvicinato ed averne raccolta un po’ per uso personale, il 19enne si è accorto della presenza di alcune telecamere che l’hanno immortalato.

Il giorno seguente si è presentato a casa di Guida, che ha chiesto la restituzione del “maltolto”. Nonostante la restituzione di parte della marijuana raccolta, il 2 ottobre è stata comunque organizzata la spedizione punitiva ad opera dei quattro. In primis, sono scesi dalla Bmw di colore scuro, Saponaro con Miccoli e Vadacca, chiedendo al 46enne dove fosse il figlio, intimando poi a quest’ultimo la restituzione della sostanza stupefacente. A quel punto dall’auto è sceso Guida, che ha ordinato agli altri tre di sparare. Niccoli, allora, ha estratto dai pantaloni una pistola esplodendo i due colpi d’arma da fuoco.

A incastrare i componenti della “spedizione punitiva” le immagini del sistema di video sorveglianza installato, le dichiarazioni dei famigliari e una serie di elementi raccolti dai militari dell’Arma. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti l’episodio potrebbe essere legato alle sostanze stupefacenti.

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