Cronaca Alliste

Coca e crack in un immobile, un arrestato confessa e tenta di scagionare il presunto complice

Si sono tenuti ieri gli interrogatori dei due uomini finiti in carcere tre giorni fa, dopo il sopralluogo dei carabinieri in un locale ad Alliste. Il giudice ha disposto per entrambi i domiciliari

ALLISTE - Ha ammesso le sue responsabilità Mattia Rima, il 21enne residente a Melissano arrestato tre giorni fa dai carabinieri della stazione di Racale, per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Lo ha fatto ieri durante l’interrogatorio di convalida che si è svolto in carcere, alla presenza dell’avvocato difensore Francesco Fasano, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce Antonio Gatto.

Durante il confronto, l’indagato ha dichiarato di essere pentito e si è attribuito il possesso di tutta la droga rinvenuta in un immobile, nel complesso delle case popolari ad Alliste, dove il personale dell’Arma - dopo un lungo servizio di osservazione, svolto con 15 militari, auto “civetta” e anche attraverso la supervisione del sistema di videosorveglianza comunale della zona - si era introdotto approfittando della porta d’ingresso lasciata aperta durante il continuo andirivieni di acquirenti.

A nulla dunque era valso il meccanismo impiegato per eludere i controlli: il portone in ferro era stato rinforzato in modo artigianale con feritoie utili a verificare l'eventuale presenza di forze dell’ordine.

In bagno, in un contenitore di quelli per gelato, c’erano: 58 dosi di cocaina, per un peso totale lordo di 25 grammi, due involucri, uno con 5,30 grammi sempre di cocaina, e l’altro con 36,11 grammi di crack. Sotto sequestro, oltre alla droga, erano finiti anche la somma in contanti di 360 euro, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi, un quadernone per la “contabilità”, con nomi e cifre, e diversi telefoni cellulari.

Sebbene, il giovane (nei riguardi del quale è pendente un procedimento per ricettazione) abbia escluso il coinvolgimento del presunto complice, Cosimo Trane, 52 enne, di Gagliano del Capo, già condannato in via definita per diversi reati (tra i quali furto, ricettazione e spaccio), è stata disposta per entrambi la stessa misura cautelare. Quest’ultimo, durante il suo interrogatorio, assistito dall’avvocato Cosimo Casaluci, ha dichiarato di essere solo un assuntore, ma il giudice non gli ha creduto, sostenendo che, se così fosse stato, gli investigatori che avevano presidiato a lungo la zona, se ne sarebbero di certo accorti.

In merito alle esigenze cautelari, per il gip “le allarmanti circostanze e modalità del fatto denotano una notevole proclività a delinquere e la capacità di approvvigionarsi con facilità di sostanze stupefacenti, di varia tipologia, in quantità non trascurabile, circostanza che induce a ritenere che gli indagati abbiano contatti con la criminalità organizzata”.

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