Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

La violenza dopo la beffa. Sassaiola: arrestato un 27enne, denunciati in due

Un ragazzo di Erchie e altri due tifosi originari di Surbo e San Cesario di Lecce sono finiti nei guai, perché ritenuti responsabili dei fatti accaduti domenica. Gli interrogatori proseguono in questura, mentre in prefettura è in corso un vertice alla presenza dei dirigenti sportivi

Un'immagine degli scontri di domenica

LECCE – Per ora sono in tre, ma nelle prossime ore ne potrebbero essere fermati altri. Sono scattati già i primi provvedimenti nei confronti di alcuni tifosi del Lecce che, terminata la partita di domenica contro il Carpi, hanno contestato  il risultato alla società sportiva giallorossa,  innescando una vera e propria guerriglia dapprima all'interno, poi all’esterno dello stadio. Il bilancio, al momento, è di un arresto e due denunce.

A finire in manette, Virgilio Coppola, un 27enne nato a Mesagne, ma residente ad Erchie, nel brindisino, sorpreso in flagranza a lanciare pietre durante la sassaiola che è costata il ferimento, fortunatamente lieve,  di nove agenti di polizia, di cui sei della questura leccese e tre del Reparto mobile di Taranto. Per lo stesso reato, sono stati deferiti M.S., un 33enne di Surbo e L.Z., 19enne di San Cesario di Lecce, colti a gettare oggetti pericolosi durante il match. Tra i vari feriti, anche un tifoso 65enne che, durante la ressa a fine gara, in tribuna Est, è stato spintonato inavvertitamente, urtando con il volto sull'inferriata. Per il taglio allo zigomo è stato soccorso dal personale della Croce rossa e poi trasportato al "Fazzi", in chirurgia plastica.COPPOLA VIRGILIO[1]-2

Gli animi sono diventati bollenti alla fine del secondo tempo. Il fischietto ha sancito dopo 90 minuti la promozione in serie B del team emiliano e,  rientrati  calciatori e  staff negli spogliatoi, la rabbia è degenerata. Centinaia di ultras, provenienti dalla Curva Nord, hanno invaso il campo di gioco, dopo aver sfondato una delle porte antipanico che costeggia l’anello attorno al prato, tentando di raggiungere gli atleti.

Gli scontri sono cominciati lì, con il gruppo di sostenitori coperti da sciarpe e maglie giallorosse, che ha aggredito il cordone di addetti alla sicurezza. Sono volati calci e pugni. Cartelloni pubblicitari sono stati sradicati dal terreno, per essere danneggiati assieme a panchine ed altre parti dello stadio “Via del Mare”. Costretti a rientrare sulle gradinate, dopo una dura resistenza da parte di steward e poliziotti,IMG_0636-2 il loro  livore non si era però palcato.

Con la testa in fiamme, un gruppo di circa 400 tifosi ha cercato un modo per raggiungere il settore riservato alla squadra giallorossa, facendo partire la sassaiola contro le forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa. Ad essere colpita, con una pietra di grosse dimensioni, persino la  “Mistubishi Pajero” proveniente dal commissariato di Nardò. Dopo aver mandato in frantumi il vetro, è stato lanciato un fumogeno all’interno dell’abitacolo, che ha innescato l’incendio del veicolo. Altri due mezzi della polizia di Stato sono stati danneggiati durante gli scontri, protratti per almeno due ore.

Nel corso della mattinata, si è tenuto un incontro presso gli uffici della prefettura di Lecce alla presenza, oltre a quella di Giuliana Perrotta, anche dei vertici delle forze dell'ordine tra cui il questore, Vincenzo Carella, e del comandante provinciali dei carabinieri, il colonnello Maurizio Ferla. Hano partecipato anche il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta e il sindaco Paolo Perrone. Hannopreso parte al vertice, tra gli altri,  i dirigenti della società sportiva leccese e i responsabili del coordinamento degli addetti alla sicurezza dello stadio.

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