Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Assalti agli esercizi commerciali, condannati in abbreviato due dei rapinatori

Sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e due mesi e 2 anni e sei mesi, Jacopo Perrone (21enne) e Luca Pranzo (20enne), due dei tre giovani neretini arrestati con l'accusa di aver messo a segno, tra il 22 febbraio e il 4 marzo dello scorso anno, quattro rapine ai danni di altrettante attività commerciali

LECCE – Sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e due mesi e 2 anni e sei mesi,  Jacopo Perrone (21enne) e Luca Pranzo (20enne), due dei tre giovani neretini arrestati con l’accusa di aver messo a segno, tra il 22 febbraio e il 4 marzo dello scorso anno, quattro rapine ai danni di altrettante attività commerciali. In particolare il 22 febbraio, al market “Sigma” di viale Aldo Moro; due giorni dopo, alla tabaccheria “Segnali di fumo”; il primo marzo, al discount “Md” di via Galatone ;e il 4 marzo, farmacia “Benegiamo-Pagliula”. La sentenza è stata emessa dal gup Annalisa De Benedictis al termine del giudizio con rito abbreviato. I due imputati, assistiti dagli avvocati Tommaso Valente e David Dell’Atti.

Si tratta di tre giovani incensurati che fino ad ora non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia e che al gip avevano spiegato di aver agito perché in difficoltà economica. Mattia Colazzo, 20 anni, aveva già patteggiato una condanna a 2 anni e sei mesi di reclusione.

Nell’interrogatorio di garanzia i tre ammisero di aver partecipato, a seconda dei casi, ai vari colpi. Le modalità d’esecuzione avevano subito lasciato intuire che dietro vi fossero sempre le stesse mani. In tutti e quattro gli episodi, infatti, le rapine erano state consumate da due soggetti travisati e di media statura, di cui uno armato di pistola e l’altro munito di un sacchetto utilizzato per riporre il denaro sottratto dalle casse. Gli investigatori di carabinieri e polizia, in particolare, avevano constatato, che in occasione di ognuna delle rapine, il soggetto armato aveva immobilizzato la vittima puntandole costantemente la pistola al collo e consentendo così al complice di portare via i soldi.

In tre dei quattro assalti, era stata documentata la fuga a bordo di uno scooter parcheggiato nelle strade adiacenti. In un altro, l’uso di un’auto. E i tre si sarebbero avvicendati nei vari colpi. Le loro responsabilità hanno trovato riscontro oggettivo dopo perquisizioni che hanno permesso di ritrovare e sequestrare capi d’abbigliamento, caschi e motocicli. Gli stessi utilizzati in occasione delle rapine. Le corrispondenze sono emerse sia dagli ascolti delle vittime e delle persone che avevano assistito alle fasi di consumazione, sia dalla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali.

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