Assalti armati in negozi e case e vittime aggredite, sott’accusa un 29enne di Ugento

Daniele Deiana sarà giudicato in abbreviato il prossimo 14 gennaio per episodi avvenuti nel 2012 ai danni di commercianti e di due massaggiatrici.Saranno invece processati col rito ordinario due uomini coinvolti nella stessa inchiesta

UGENTO - Risponderà di cinque rapine, tre delle quali messe a segno nello stesso giorno, di una tentata, di un furto e di ricettazione, Daniele Deiana, 29 anni, di Ugento, nel processo che si discuterà col rito abbreviato il 14 gennaio. E’ la decisione presa oggi dal giudice Giulia Proto che ha così accolto la richiesta di rito alternativo formulata dall’imputato attraverso i suoi difensori (gli avvocati Francesco Fasano e Sonia Mascia Cavalera).

Si discuterà invece con il rito ordinario il processo nei riguardi di altri due uomini coinvolti nella stessa inchiesta condotta dal pubblico ministero Roberta Licci: Pasquale Costantino Preite, 47enne di Taurisano, e Pasquale Vignacastrisi, 35enne di Matino.

Questi, a partire dal 7 dicembre (assistiti rispettivamente dagli avvocati Mario Urso e Stefano Stefanelli e Umberto Leo), dovranno respingere, l'uno, l’accusa di ricettazione, perché avrebbe utilizzato un cellulare sottratto durante una rapina, mentre l’altro di aver compiuto con un complice un furto in un’abitazione a Matino, il 6 febbraio del 2016, durante il quale la proprietaria e la figlia che erano nell’appartamento sottostante, furono minacciate con un piede di porco e spogliate di preziosi e denaro per un valore complessivo di 5mila euro.

Altrettanto, se non più violenti, i colpi di cui si sarebbe reso responsabile Deiana, tre dei quali a Felline (frazione di Alliste), insieme a due complici rimasti sconosciuti, in meno di 24 ore, l’11 febbraio del 2012, con un’auto (una Opel Corsa) rubata la notte prima ad Alezio: il primo, ai danni del distributore Aviolamp, dove erano presenti il titolare e un operaio che fu preso a calci e pugni, fruttò la somma di 3.170 euro; il secondo, nel bar tabaccheria “Milano Caffè”, dove un uomo, per essersi opposto all’azione, fu colpito con il calcio di una pistola alla testa, e dal quale furono sottratti tasse automobilistiche, ricariche telefoniche, carte prepagate, tre pacchi di sigarette e il registratore di cassa, per un totale di duemila euro; l’ultimo assalto, nel supermercato “Sisa-Gaetani”, dove fu strappata con violenza la borsa indossata da una cliente, e furono prelevati 780 euro dalla cassa.

Stando alle indagini, a questi episodi, se ne aggiungono altri tre che vedono come responsabile sempre il 29enne di Ugento, come il tentato furto del 20 maggio 2012 in un’abitazione, compiuto con un ragazzo all’epoca dei fatti minorenne, sfociato nell’aggressione fisica della proprietaria che li sorprese. La donna fu presa a calci e pugni (la prognosi fu di 15 giorni) ma il marito riuscì a scappare chiedendo aiuto per strada e i due se la diedero a gambe levate, perdendo un cellulare che poi si sarebbe rivelato utile al lavoro di investigatori e inquirenti.

E ancora, nelle carte dell’inchiesta, c’è la rapina, avvenuta tra il 18 e 19 luglio 2012 in un’abitazione a Torre Mozza (a Ugento) ai danni di due massaggiatrici che furono prima minacciate con una pistola di consegnare il denaro e poi, picchiate, palpeggiate nelle zone intime e colpite con il taser, uno storditore elettrico. Il bottino in questo caso comprendeva la somma di 1.850 euro, diversi gioielli, sette cellulari e una Renault scenic che era stata presa in noleggio dalle malcapitate. Proprio con quest’auto, il giorno dopo, Deiana avrebbe raggiunto il supermercato “Adriana”, in località Torre San Giovanni (a Ugento), dove con un complice armato di fucile, sarebbe riuscito a impossessarsi e a fuggire con l’incasso di tremila euro. Il mezzo fu poi ritrovato carbonizzato, l’indomani.

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