Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Aste giudiziarie, gli avvocati diradano il cono d'ombra

Il consiglio dell'Ordine di Lecce ha avvertito l'esigenza, dopo l'omicidio Romano, che ha aperto inchieste collaterali, di fare quadrato. "Non è corretto puntare il dito contro l'intera avvocatura"

Il consiglio dell'Ordine degli avvocati di Lecce ha avvertito l'esigenza, dopo l'omicidio di Giorgio Romano, a Parabita che si è dilatato su filoni diversi, di fare quadrato e in mattinata ha indetto una conferenza stampa per chiarire coni d'ombra emersi su alcuni avvocati salentini coinvolti in un'indagine su presunte turbative nelle aste giudiziarie. I componenti del consiglio dell'Ordine hanno voluto chiarire un primo basilare passaggio dopo aver annunciato di aver aperto un'istruttoria interna: "Non è corretto puntare il dito contro l'intera avvocatura leccese su un'inchiesta sulla quale la magistratura deve ancora chiudere il fascicolo e comunicare i nomi delle toghe indisciplinate, solo allora -, ha precisato il presidente Luigi Rella -, potremo adottare provvedimenti disciplinari o sanzioni".

Il fenomeno delle aste giudiziarie esiste e godrebbe anche di ottima salute, è emerso durante la conferenza, e l'impegno della Procura di concerto con il consiglio dell'Ordine è indirizzato ad eliminare interferenze esterne nelle aste giudiziarie, spesso sfociate in minacce ed estorsioni. Tra l'altro, negli ultimi anni la stessa direzione distrettuale antimafia si è occupata di tale sottobosco, monitorando personaggi, classici volti noti, che a volte si impegnavano nell'acquisto, in altre circostanze desistevano. Gli ultimi passaggi della conferenza si sono concentrati su un problema collaterale e annesso: la lentezza della giustizia è ormai un dato fisiologica, specialmente nel ramo del civile, nonostante l'impegno dei giudici onorari sia massimo e all'orizzonte si prospettano vuoti vaganti per mancanza di sostituti di tre cancellieri della Corte d'Appello che andranno in pensione.

Il numero di magistrati, nonostante l'encomiabile lavoro, sarebbe lontano da quello richiesto e la giustizia avrebbe bisogno di nuove risorse. Per il prossimo 20 ottobre è previsto un nuovo incontro per discutere sulle emergenze che derivano da un una Giustizia, che è al collasso, ma non ancora al fallimento.

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