Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

"Balzello sui bus turistici a Lecce, una vergogna"

Alcuni operatori leccesi puntano il dito contro la scelta amministrativa di imporre una tassa sull'ingresso del trasporto pubblico in città: "Misura discriminatoria nei confronti di un certo turismo"

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LECCE - Una tassa sull'ingresso degli autobus a Lecce, gli operatori del comparto turistico storcono il naso e si rivoltano dinanzi all'ennesima ordinanza che blocca l'accesso del trasporto pubblico in città. Alcuni imprenditori del settore, che, tuttavia, preferiscono non comparire con nome e cognome (con grande rammarico di chi ne raccoglie la protesta, in quanto il confronto su temi di questo tipo andrebbe fatto alla luce del sole, per non rischiare, infatti, che la scelta dell'anonimato infici sul nascere ogni opportunità di confronto, ndr), hanno stilato un documento, che portano all'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità comunali, con l'auspicio che "vengano prese in considerazioni le nostre osservazioni che scaturiscono da esperienza diretta e da lamentele che ci giungono da più parti e che ci sollecitano a chiedere sull'argomento un serio confronto con l'amministrazione".

Indice puntato contro un'ordinanza che blocca l'accesso del trasporto pubblico in città: questa volta, ad essere "presi di mira" sono i bus turistici "che - si legge - per poter oltrepassare l'anello costituito dalla tangenziale est e dalla tangenziale ovest dovranno sottostare ad un balzello di tipo medievale di ben 100 euro, se si limitano a visitare la città senza pernottare, oppure 80 euro il primo giorno e 30 euro per ogni giorno successivo, qualora il gruppo turistico abbia deciso il pernotto presso un albergo cittadino e ciò indipendentemente dalla eventuale disponibilità di parcheggio all'interno della struttura ricettiva ospitante".

"I gruppi organizzati - proseguono gli operatori -, che sono quelli che andrebbero maggiormente agevolati perché quasi sempre oltre a visitare la città pernottano o pranzano, verranno tartassati proprio in un momento di grave crisi quando il flusso turistico autunnale sarà ancor più penalizzato e disincentivato dalla gravissima crisi finanziaria. Lecce, unica città d'arte in Puglia, sarà unica anche nell'osteggiare e boicottare il libero flusso dei turisti che portano ricchezza e fanno lavorare albergatori, B&b, ristoratori, commercianti, guide turistiche".

Queste decisioni sono per gli operatori in questione, "il segno eclatante della totale insensibilità verso le problematiche turistiche" per cui "si preferisce improvvisare decisioni che avranno la conseguenza di scoraggiare la visita di Lecce rendendola inutilmente complicata", in quanto bisognerà prenotare "almeno una settimana prima della data di arrivo del bus", "versare una caparra che verrà trattenuta se successivamente sarà annullata la visita e costosa in quanto il costo del permesso di accesso sarà a carico dei turisti".

"Prenotare - si legge ancora - significa per i visitatori acquistare certezze e risparmiare tempo. Per la città significa migliorare ed aumentare la capacità di accoglienza, così recita la relazione di accompagnamento all'ordinanza 996 del 20 luglio 2011, ma dover prenotare, versare caparra e poi saldo, ritirare il permesso in determinati orari significa risparmiare tempo e migliorare la capacità di accoglienza?".

Secondo gli operatori, "accoglienza è tutt'altra cosa", significa, cioè, "città pulita, servizi igienici pubblici, arredo urbano, stradario e carta turistica della città a cura del Comune, accessibilità dei monumenti con orario ampliato durante tutto l'anno (e non solo ad agosto), programmazione culturale. Tutte cose che a Lecce continuano a difettare": "Questo pedaggio sull'accesso dei bus turistici - precisano - costituisce un vero e proprio deterrente alla visita della città di gran lunga più dannoso della tassa di soggiorno che solo due comuni Otranto e Salve hanno deciso di applicare".


"È una misura discriminatoria - tuonano gli operatori - nei confronti dei turisti che usano come vettore l'autobus e quindi assurdamente non fa che incoraggiare chi entra in città con l'auto: altro che 'abbattimento dell'inquinamento acustico ed atmosferico', la verità è che si vuole fare cassa tartassando ovvero spennando il turista: davvero una beffa per chi sceglie di visitare Lecce".

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