Cronaca

Battuta di caccia mortale, l'autopsia avvalora la tesi del tragico incidente

Il medico legale Alberto Tortorella, nel corso della necroscopia, ha certificato la morte a causa di un unico colpo da distanza ravvicinata ed ha escluso altri segni particolari. L'inchiesta è nelle mani del pm Roberta Licci

L'ospedale di Lecce.

 

LECCE – S’è svolta questa mattina l’autopsia sul corpo di Oronzo Cazzato, il bancario di 56 anni di Botrugno, tragicamente scomparso durante una battuta di caccia, nel pomeriggio di sabato 13 ottobre. Secondo le testimonianze dei presenti e quanto rilevato dai carabinieri nel corso dell’indagine scaturita dall’episodio, all’origine si tratterebbe di un incidente avvenuto quando l’uomo ha cercato di pulire il suo fucile Benelli 120, dopo che una cartuccia è rimasta inceppata all’interno. Questa, poi, è esplosa, uccidendolo in pochi istanti.

L’esame necroscopico è stato effettuato dal medico legale incaricato dalla procura leccese, Alberto Tortorella nella camera morturaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Il consulente del magistrato che sta indagando sulla vicenda, il pubblico ministero Roberta Licci, ha certificato la morte avvenuta a causa da un colpo da distanza ravvicinata, al torace, senza trovare altri segni particolari (ad esempio, lividi dovuti a violenza), che possano far ipotizzare una dinamica diversa da quella emersa finora. Ad ogni modo, i frammenti estratti saranno poi esaminati con l’arma posto sotto sequestro, dopo che si conoscerà il referto della perizia balistica.   

L’incidente s’è consumato intorno alle 16,30 di sabato in una zona di campagna fra Botrugno e San Cassano, in contrada Paduli. Cazzato, come detto, non era solo, nel momento in cui è esploso il colpo. Alla battuta di caccia hanno partecipato cinque suoi amici, che hanno avvertito i soccorsi. Tutto, però, purtroppo vano. 

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