Cronaca

Vantaggiato, chiesto l'ergastolo: "Voleva terrorizzare l'Italia e avrebbe ucciso ancora"

Oggi le requisitorie del procuratore della Dda Cataldo e del sostituto Cataldi. Per loro nessun dubbio: non solo l'intenzione del 69enne era di provocare morte, ma il ritrovamento di altri ordigni lascia credere che avrebbe colpito ancora

La scuola Morvillo Falcone.

BRINDISI – Ergastolo ed isolamento diurno per tre anni. La pesante condanna è stata invocata dal procuratore della Dda di Lecce,  Cataldo Motta, al termine della sua requisitoria presso la Corte d’assise di Brindisi, nel processo che vede come unico imputato Giovanni Vantaggiato, l’imprenditore 69enne di Copertino che, facendo esplodere un ordigno costruito con le sue stesse mani ed azionato con un telecomando, il 19 maggio del 2012 provocò la morte di Melissa Bassi, studentessa mesagnese di 16 anni, ed il ferimento di altre ragazze, negli attimi in cui si stavano apprestando ad entrare a scuola, l’istituto professionale “Morvillo Falcone”. Proprio fra due giorni, sarà il primo anniversario della strage, per la quale la Dda di Lecce ha chiesto il riconoscimento della finalità terroristica.

“Vantaggiato aveva predisposto un altro attentato”, ha rivelato oggi Motta, di fronte alla corte e al pubblico presente. “Lo ricaviamo dal ritrovamento di altri tre ordigni esplosivi, due dei quali identici”, riporta l’Ansa. E comunque, per Motta non ci sono dubbi: l’imprenditore voleva seminare morte e “intimidire il Paese”. Il procuratore ha riassunto la vicenda in quattro punti chiave, quelli “che inducono a ritenere certa la volontà di uccidere”, a differenza da quanto sostenuto dallo stesso Vantaggiato nel corso della sua audizione, quando ha spiegato che intendeva portare a terine un’azione dimostrativa.

Il primo punto “è l'orario: una bomba che viene collocata la notte e viene fatta esplodere la mattina dopo, esponendosi al rischio di essere individuato, controllato, non solo quando ha portato l'ordigno ma anche quando lo ha fatto esplodere. In secondo luogo, il dato secondo il quale egli era ben certo della presenza delle ragazze e quindi la volontà di uccidere. E’ un dato oggettivo perché vedeva bene chi fosse davanti al bidone. Vantaggiato, poi - ha aggiunto il procuratore - ha più volte riconosciuto che tutto era andato come doveva andare. Il gip ha fatto delle domande specifiche e approfondite quando gli ha chiesto cosa volesse realizzare. E lui ha risposto’'quello che è successo’, uccidere e ferire. In quarto luogo, il fatto che avesse predisposto un altro attentato”. 

Vantaggiato, come noto, risponde anche del tentato omicidio di Cosimo Parato, l’imprenditore agricolo che nel 2008 rimase gravemente ferito a causa di un attentato predisposto per punirlo di una presunta frode da 330mila euro in una fornitura di carburanti. L’ergastolo, per l’imputato, è stato chiesto senza continuazione fra i due episodi. 

Prima di Motta, aveva preso parola il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, che, in tre ore, ha ricostruito l’intera vicenda, manifestando e provocando commozione quando ha riassunto i fatti usando stralci delle dichiarazioni di vari testimoni. Frasi come “ho visto una nube grigia dopo lo scoppio, le ragazze a terra”. O, “sentii un boato, scesi giù scappando, era tutto pieno di fumo e non si vedeva nulla in terra”. E ancora: “Ho sentito un botto forte, alle otto meno un quarto. Sono rimasto impietrito”. “Ho sentito un colpo grosso, come se fosse esploso un palazzo”. “Ho avuto l'impressione come se ci fosse stato un terremoto”.

Il tribunale di Brindisi-2Particolarmente toccante la rivisitazione del fatto, citando le parole di una studentessa brindisina, Selena Greco: “Eravamo io Melissa e Azzurra, dietro c’era Sabrina Ribezzi che stava nello stesso punto. Ci siamo fermate a un angolo perché c’era il semaforo rosso, stavamo parlando abbiamo attraversato la strada, abbiamo notato il cassonetto blu e non ci abbiamo fatto caso”. Il cassonetto, val la pena ricordare, fu sottratto a Porto Cesareo e usato per collocarvi l’ordigno. “C’era Melissa nell'ambulanza, le ho dato la mano e le ho detto di stare tranquilla. Poi è morta”. 

Cataldi, nella sua lunga requisitoria, ha ipotizzato che la moglie di Vantaggiato potesse essere a conoscenza dei fatti, ma la donna non è stata mai indagata. Il favoreggiamento non può essere contestato ad un famigliare stretto e le prove per accertare il concorso non ci sono, neanche per altre persone vicine alla famiglia. Di certo, per quanto riguarda Vantaggiato, Cataldi è stato particolarmente duro, specificando che la morte era l’effetto da lui desiderato e ottenuto. “Ha realizzato il suo sogno. Ha pigiato, poi è stato lì a godersi lo spettacolo”, riporta una nota dell’Ansa. “Se ne va quando è sicuro che l'evento delittuoso è stato compiuto. Esce tranquillo. Voleva essere sicuro di aver completato l'operazione". 

"Vantaggiato era lucido", ha detto ancora il pm. "Al di là di ogni ragionevole dubbio è stato capace di partecipare al processo". Il pm Cataldi si è dimostrato anche ulteriormente convinto che Vantaggiato non avesse veri problemi economici. “Non si facciano speculazioni. Non si piange miseria con 400 mila euro di azioni depositate, con una barca da un miliardo di lire. Il fatto che avesse un mutuo, fa capire che stava bene, perché le banche non fanno mutui ai poveri disgraziati". Di un’altra cosa è certo Cataldi, e cioè che, almeno per la parte finale, l’imprenditore copertinese abbia agito da solo. "Sulla base del principio delle leve si può dire che all'interno di un cassonetto con le ruote, dando una buona inclinazione, il peso di quel trasporto era sostenibile da una sola persona". 

Il pm, ha ripercorso l’intero iter, partendo dalla notte tra il 18 e il 19 maggio. “All'1.27 iniziano i lavori di collocazione della bomba. Quando la Twingo con a bordo due testimoni passa, c'era Vantaggiato. All'1.34 si nota un uomo che passa davanti ai giardinetti, si trattiene venti secondi. Al mattino successivo, quella fresca giornata di maggio quando apre la scuola, alle 7.03 la telecamera del ponte Sant'Angelo vede la 'Sonica' che poi sapremo essere intestata a una delle figlie di Vantaggiato”.

Giovanni-Vantaggiato1-3“Alle 7.07 – ha proseguito il pm - viene ripresa dal chiosco. Arriva in zona, in quel momento non c'era nessuno. La Sonica gira, evidentemente aspetta che arrivi qualcuno. Alle 7.14, dalle telecamere del chiosco 'Il panino dei desideri', si vede Vantaggiato che fa un sopralluogo. Impiega dodici secondi, controlla la via di fuga, ritorna indietro. Anche qui poteva far esplodere, ma non lo fa. Attendeva che la zona si riempisse. Attende, con un atteggiamento agghiacciante. Alle 7.27 la stessa Sonica passa di nuovo davanti a scuola. Alle 7.31 si vede la Sonica che svolta a sinistra".

"Alle 7.31 - ha aggiunto Cataldi - Vantaggiato svolta, parcheggia, si avvicina al chiosco. C'è un continuo via vai di persone. Poi passa qualcuno, passa un'altra persona dal passaggio pedonale della scuola. Poi Vantaggiato pigia la prima volta. Altre persone attraversano le strisce. Poi l'esplosione e lui si allontana subito dopo". Il pm ha sottolineato che in quella zona "un affollamento umano c'era sempre. Vantaggiato sapeva bene che era un flusso di persone incontrollabile. E' la prova provata che voleva uccidere, non Melissa, Vanessa. Ma qualunque persona". Proprioo Vanessa, con Selena, Azzurra, Sabrina e Veronica, erano presenti oggi in aula, con una maglietta. Sopra, una scritta: "Lo sapeva il destino che noi siamo più forti di lui, noi non dimentichiamo, giustizia". Parola alla difesa il 23 maggio. 

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