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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca Taurisano

Calci e pugni alla ex convivente: inflitti tre anni per maltrattamenti

Arriva il verdetto per un 26enne di Taurisano accusato di aver tormentato per anni la donna con cui aveva avuto una relazione. Cadono nel processo le accuse di stalking e lesioni

TAURISANO - Per lui la pubblica accusa aveva chiesto cinque anni e mezzo di reclusione per stalking, lesioni e maltrattamenti, ma alla fine ne ha rimediati tre. Il collegio, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino, ha ritenuto sussistente solo l’ultima accusa mossa nei riguardi di un 26enne di Taurisano, di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy della vittima.

La sentenza è stata emessa ieri nel processo discusso col rito ordinario, nel quale l’imputato era assistito dall’avvocato Giuseppe Presicce che, non appena saranno depositate le motivazioni, valuterà il ricorso in appello.

Secondo l’inchiesta, condotta dalla sostituta procuratrice Erika Masetti, il giovane avrebbe aggredito la convivente all'epoca 19enne ripetutamente, sia fisicamente, con calci nello stomaco, schiaffi e pugni, che verbalmente, dandole della poco di buono. E, in più occasioni, le avrebbe distrutto il cellulare per impedirle di chiedere aiuto.

Sono diversi gli episodi finiti al vaglio dei giudici avvenuti negli ultimi anni di convivenza, dal dicembre 2018 all’aprile 2020, e anche nel periodo successivo alla fine della relazione, nel febbraio del 2021.

In un'occasione, avvenuta dopo la nascita del figlio, il 26enne si sarebbe scagliato contro la malcapitata che si trovava nei pressi della villetta comunale, afferrandola per i capelli e buttandola violentemente a terra, nel contempo privandola del cellulare e riducendolo in frantumi. Avrebbe desistito solo grazie all’intervento della sorella di lei, sostiene l’accusa, che sarebbe riuscita a bloccarlo anche in una successiva aggressione. In un’altra circostanza, ancora, l’avrebbe ferita all'occhio e al sopracciglio destro.

Dopo la separazione, il giovane avrebbe tolto il fiato alla ex, tempestandola di messaggi whatsapp e chiamate, dal contenuto offensivo e minaccioso. Non solo. L’avrebbe aggredita ancora una volta nei pressi di un bar tirandole un forte schiaffo sulla parte sinistra del viso colpendole l'occhio ed il labbro, spingendola e facendola cadere al suolo; non pago, l’avrebbe raggiunta mentre cercava di scappare per chiedere aiuto, afferrandola per i polsi e strattonandola con forza, e distruggendole anche in questo caso il telefonino.

La vittima, dopo l’accaduto, fu costretta a ricorrere alle cure mediche e i sanitari riscontrarono un "trauma polso destro, ginocchio sinistro ed arcata zigomatica sinistra", guaribile in dieci giorni.

L’uomo si trova ai domiciliari.

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