Cronaca

Caprarica, il provinciale europeo bacchetta i francesi

Il giornalista leccese, direttore del GR1 e storico corrispondente da Londra e Parigi, ha presentato presso il museo "Castromediano" il suo nuovo libro: "Com'è dolce Parigi... o no?"

Ecco la prima rivelazione: "Parigi non è più la capitale dell'erotismo e della trasgressione come era negli anni '60, e questo perché è cambiato il mondo attorno e l'eros rischia di essere più che altro un souvenir turistico". Dalle sale del Sigismondo Castromediano Antonio Caprarica, direttore del GR1, nonché storico corrispondente Rai da Londra prima e da Parigi poi, ha presentato il suo libro dedicato, appunto, alla Ville Lumière.

"Com'è dolce Parigi?o no?" è un saggio sull'economia, sulla gastronomia, il costume e la cultura dei "cugini" d'oltralpe che lui stesso definisce, riprendendo una citazione di Cocteau "italiani di malumore".

"E si vede che ne ho incontrati parecchi" dice senza mai abbandonare il suo fair play, ereditato dall'esperienza londinese.
Precisa che il suo non è un volume di inimicizia nei confronti dei francesi (eppure il sottotitolo ha un vago sapore agrodolce: "Perché amare la Francia nonostante i francesi!") ma solo un modo per metterli in guardia e non farli perseverare sulla cattiva strada.

"Se di italiani di malumore si tratta" ha detto "evidentemente ne ho incontrati tantissimi quando ero a Parigi, ma forse più che di malumore si trattava di arroganza, presunzione ed una certa scortesia. Purtroppo le buone maniere" ha aggiunto ancora "sono un concetto che i nostri vicini francesi sembrano avere smarrito."
Organizzata dalla Libreria Palmieri, la serata è stata presentata dal Rettore dell'Università del Salento Oronzo Limone e dal giornalista Rai Marcello Favale.

"Un incontro tra amici" l'ha definita lo stesso Caprarica che parla di sé come di un "provinciale europeo", sempre pronto a riabbracciare Lecce ed i suoi conterranei.
Una cosa è certa: come il precedente "Dio ci salvi dagli inglesi?o no?", anche "Com'è dolce Parigi?o no?" è attraversato da quella sottile ironia che ha da sempre contraddistinto lo stile unico di questo giornalista che nelle descrizioni di momenti, storie, vicende e avvenimenti non è mai banale, ma piuttosto accattivante nei modi e nello stile.

"Il libro su Parigi" ha spiegato a fine conferenza "lo dovrebbero leggere quanti stanno per compiere un viaggio nel cosiddetto 'esagono' o quanti semplicemente hanno voglia di conoscere altri aspetti meno noti della Signora d'Olatralpe".

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