Ex case Magno nel degrado: monta il malcontento. Ripulito il parco, si va dal prefetto

Un gruppo di cittadini che abitano negli alloggi del Comune sono scesi in strada, questa mattina, per restituire decoro al parco che ospita, soprattutto nei mesi caldi, anziani e bambini delle case popolari. Lamentano di essere stati abbandonati

Il materiale raccolto dai residenti.

LECCE – Alle ex  case Magno monta il malcontento. Per rendere decorose le condizioni delle aiuole e degli spazi antistanti i palazzoni che si trovano su viale della Repubblica, un gruppo di cittadini si sono armati di ramazze e rastrelli. E, al termine di una mattinata di lavoro, hanno depositato il loro “raccolto” nei pressi dei cassonetti dell’immondizia, con tanto di dedica per Lecce capitale della cultura, per l’assessore con delega alle Case popolari, Attilio Monosi, e per i consiglieri comunali, chiamati a fare qualcosa di concreto per un lembo di periferia che da qualche mese ha iniziato a mormorare e che non vuole più essere oggetto di interessate attenzioni in occasione delle elezioni comunali.

Il 25 gennaio scorso una delegazione di cittadini della zona ha allestito una mostra fotografica su via XXV luglio per testimoniare alla città le condizioni abitative degli alloggi, l’urgenza di interventi di manutenzione straordinaria: il 27 aprile alcune lastre di marmo si sono staccate dalle colonne del porticato, all’altezza del civico 38, proprio nei pressi dell’ingresso dell’ufficio distaccato per i Servizi sociali.

Non solo, i manifestanti rivendicarono anche la necessità di fare chiarezza sulla situazione degli alloggi, di cui una parte sono di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari, altri del Comune di Lecce (120 più altri 20 in concessione). E sono proprio gli inquilini di questi ultimi a lamentare una condizione di discriminazione. Perché se nei primi si è proceduto all’assegnazione per graduatoria e gli interventi di manutenzione sono sempre stati fatti con efficienza, i secondi sono stati di fatto utilizzati come case parcheggio, attribuiti cioè secondo una valutazione discrezionale e sottoposti alle regole del caso.

pulizia_magno-2Ma dopo 30 anni circa non tornano i conti: il Comune chiede l’adeguamento del canone, minacciando di  sfratto gli “abusivi”, ma i residenti scesi oggi in strada rivendicano la titolarità del diritto abitativo, affermando che non hanno mai ricevuto indicazioni per l’adeguamento Istat né ingiunzioni di alcun tipo. Come se la situazione fosse stata volutamente tenuta a bagnomaria, salvo emergere in tutta la sua complessità ora che i lavori da fare non possono essere differiti e servono soldi per farli partire.

Della vicenda delle Case Magno si è discusso a Palazzo Carafa nel corso di alcune sedute della commissione Lavori pubblici, al termine delle quali l’assessore prese l’impegno di bandire la gara d’appalto per i lavori entro un termine molto breve. Ma da allora ad oggi, dicono i cittadini, la situazione è peggiorata e non vengono nemmeno più fatti gli interventi ordinari, come quelli sul verde. Quasi ci fosse un intento punitivo.

L’obiettivo immediato è di portare la questione sul tavolo del prefetto, Giuliana Perrotta: in tal senso si sta muovendo il Partito democratico, oggi presente con Fabrizio Marra (segretario cittadino), Paolo Foresio (capogruppo a Palazzo Carafa), Mirko Zacheo (responsabile organizzativo). 

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