Cronaca

Colpo di scena nel processo d'appello, il pg chiede condanna per Fitto

Il procuratore generale di Bari, Donato Ceglie, ha chiesto una condanna a 4 anni e dieci mesi per Raffaele Fitto nel processo d'appello nato dall'inchiesta denominata "La Fiorita". Nella scorsa udienza il pg aveva chiesto il non luogo a procedere per tutti i reati

@TM News/Infophoto

BARI – Il procuratore generale di Bari, Donato Ceglie, ha chiesto una condanna a 4 anni e dieci mesi per Raffaele Fitto nel processo d’appello nato dall’inchiesta denominata “La Fiorita”. La richiesta della pubblica accusa è giunta dopo che nella scorsa udienza il pg aveva chiesto il non luogo a procedere per tutti i reati contestati all'ex ministro per intervenuta prescrizione, ritenendo che dovesse essere derubricato in abuso d'ufficio l'unico reato non ancora prescritto, appunto il peculato. Reato per cui Fitto è già stato assolto in primo grado e alla base della nuova richiesta di condanna e della richiesto di appello cui la Procura generale ha spiegato di non volere rinunciare.

In primo grado, nel febbraio 2013, il Tribunale di Bari aveva condannato Fitto a 4 anni di reclusione con l’accusa corruzione e illecito finanziamento ai partiti e un episodio di abuso d'ufficio e lo aveva assolto dai reati di peculato e da un altro abuso d'ufficio. La Procura di Bari aveva poi impugnato la sentenza chiedendo che Fitto fosse condannato anche per il reato di peculato.

I fatti contestati si riferiscono al periodo in cui Fitto era governatore della Regione Puglia. Al centro della vicenda giudiziaria l’appalto da 198 milioni di euro per la gestione di 11 residenze sanitarie assistite vinto dalla società dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci e una presunta tangente da 500mila euro versata da Angelucci sotto forma di illecito finanziamento al partito di Fitto “La Puglia Prima di Tutto”.

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