Pet-Tac: consegnati i rimborsi della Regione. Ma si apre fronte su risonanza magnetica

Nella sede del Codacons disponibili i primi 36 assegni per rifondere i pazienti oncologici delle spese sostenute per esami "salvavita". Federconsumatori alla Procura: "Non ancora installati i macchinari la cui gara si è chiusa nel maggio 2013"

Massimo Todisco del Codacons.

LECCE – Presso la sede del Codacons sono a disposizione dei pazienti oncologici o dei familiari di chi intanto non ce l’ha fatta 36 assegni di rimborso per le spese sostenute per l’esame con la Pet-Tac presso strutture private del territorio. I primi sono stati consegnati questa mattina dall’avvocato Massimo Todisco che per conto dell’associazione assiste i malati nelle cause contro la Regione Puglia. L’importo è di circa mille euro, che in caso di decesso è stato suddiviso in più assegni tra gli eredi.

Nello specifico i titoli di credito emessi dal tesoriere della Regione Puglia si riferiscono a 15 posizioni definite con tre sentenze del giudice di pace. Il Codacons ha aperto infatti un procedimento ogni 5 pazienti: uno è attualmente in corso e negli altri undici ha prevalso. Gli assegni disponibili si riferiscono dunque a quei contenziosi per i quali dopo il verdetto è stato disposto il pignoramento delle somme.

La principale argomentazione dell’associazione che difende i pazienti attiene alla tutela inderogabile del diritto alla salute: nessun cittadino che abbia documentata necessità di un esame “salvavita” – dato che l’esito della Pet Tac è decisivo per la  dei tumori e quindi per una terapia quanto più tempestiva possibile – può essere costretto ad aspettare i tempi delle liste d’attesa per le prestazioni del servizio pubblico. A tal proposito sono stati ascoltati dal giudice gli oncologi che hanno confermato l’urgenza dell’esame in questione per affrontare i quali i pazienti sono stati costretti a spostamenti anche fuori regione.

Dal 9 aprile il macchinario diagnostico è entrato finalmente in funzione anche al “Vito Fazzi” di Lecce mentre continua ad esercitare in regime di convenzione – che si rinnova ogni tre mesi – il centro Calabrese a Cavallino. Ci si augura quindi che, esaurito il contenzioso ancora in corso, il problema dei rimborsi venga accantonato. La Regione Puglia però sta sistematicamente ricorrendo in appello nella convinzione che le sentenze di primo grado aprano la strada al riconoscimento del diritto all’assistenza indiretta: in pratica i rimborsi sarebbero dovuti, in parole semplici, solo in caso di ricovero del paziente presso strutture private – perché è la degenza che giustificherebbe la gravità - e non di esami.

Polemica per la fornitura degli impianti per la risonanza magnetica

Tocca ad un’altra associazione, la Federconsumatori, aprire un altro fronte di ambito sanitario. Il presidente, Antonio Moscaggiuri, ha indirizzato una lettera al direttore sanitario della Asl di Lecce, Valdo Mellone, all’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia e al Procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, per segnalare l’anomalia della mancata attivazione di due impianti per la risonanza magnetica, la cui gara d’appalto è stata aggiudicata ad una società nel maggio del 2013. Destinati all’unità operativa di neuroradiologia del nosocomio leccese e all’attigui polo oncologico “Giovanni Paolo II”, non sono stati ancora forniti – sottolinea Federconsumatori - all’azienda sanitaria : “Perché, a distanza di più di un anno, questi macchinari non sono stati ancora consegnati e installati?” ha chiesto ai destinatari della sua missiva Antonio Moscaggiuri

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Ma al primo quesito ne fa seguito un secondo, che lascia paventare un’ipotesi, seppur con il punto interrogativo finale, piuttosto incresciosa: “Perché la Asl non mette in mora la società aggiudicataria? Siamo inoltre venuti a conoscenza che, in due grosse strutture private della provincia, la stessa società ha provveduto a installare due macchinari equipollenti: tale circostanza ha a che fare con l’inadempimento e o ritardo nella consegna alla Asl?”

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