Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Coppia massacrata, la vicina di casa: “Pensavamo fosse un terremoto”

La testimonianza di una delle inquiline del palazzo, in via Montello, a Lecce, dove, la sera del 21 settembre di un anno fa, è avvenuto l’omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis

LECCE - Inizialmente avevano pensato che quei rumori così forti fossero dovuti a un terremoto, poi dopo aver udito le richieste di aiuto che si trattasse di un furto o di una lite domestica. Ma alla fine, avrebbero constatato coi loro occhi dallo spioncino della porta che a provocare quel frastuono non era un ladro, ma un assassino. E’ questo il racconto di una testimone nel processo ad Antonio De Marco, il 21enne di Casarano che, il 21 settembre di un anno fa, ha rubato la vita a due innamorati Eleonora Manta, 30enne di Seclì, funzionaria all’Inps di Brindisi, e Daniele De Santis, arbitro leccese di 33 anni.

Questa mattina, la teste, vicina di casa della coppia, ha ricostruito le fasi di quella terribile serata vissuta in via Montello a Lecce, riferendo alla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Pietro Baffa, di aver contattato il 113, insieme al compagno. Quest’ultimo, ascoltato nella precedente udienza, in particolare, riuscì a vedere la sagoma di un uomo che si scagliava contro i due giovani mentre cercavano di fuggire dalle scale.

Purtroppo, all’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine, per le vittime non c’era già più nulla da fare: erano state massacrate con 79 coltellate inflitte con grande violenza. E’ quanto avrebbe stabilito nelle ore successive al delitto, il medico Roberto Vaglio che proprio oggi in aula ha illustrato gli esiti degli accertamenti medico-legali svolti su incarico della pubblico ministero Maria Consolata Moschettini, titolare delle indagini e pubblica accusa nel processo.

Dopo di lui, la parola è passata al consulente informatico Silverio Greco, al grafologo Sergio Frontini, all’ingegnere Antonio Tamborino che ha collaborato con i Ris nell’estrapolazione dei filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza, a Umberto Cerracchio del Nor di Lecce che ha esaminato i video, ad Antonio Paladini del Ros di Lecce, a Gerardo Santarelli del Ris di Roma per fare il punto sugli accertamenti dattiloscopici.

E’ stata ascoltata anche una cugina acquisita di Eleonora che per la prima volta ha riferito di una confidenza ricevuta dalla vittima nel periodo in cui De Marco aveva vissuto in casa loro come affittuario: avrebbe avuto comportamenti strani, come quello di non salutarli.

Tra i familiari dei ragazzi erano presenti in aula i genitori di Daniele e la mamma di Eleonora, assistiti dagli avvocati Renata Minafra, Mario Fazzini e Francesco Spagnolo, mentre era assente l’assassino reo confesso, difeso dagli avvocati Andrea Starace e Giovanni Bellisario.

Il processo proseguirà il 2 novembre con l’ascolto di altri testi indicati dalla pm.

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