Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Crisi alla Filanto. Per Venuti una "doccia fredda"

Il sindaco di Casarano si dice preoccupato per le previsioni di licenziamento annunciate delle due aziende calzaturiere del Basso Salento. "Si rischia una deblace sociale"

filanto[1]

Il terremoto "Filanto" che si sta abbattendo con previsioni catastrofiche per i livelli occupazionali fino ad ora garantiti, mette in serio allarme tutto il settore produttivo ed economico del Basso Salento. Il comunicato dell'azienda calzaturiera casaranese, a firma del presidente Sergio Filograna parla chiaro. In buona sostanza la comunità salentina, e quella dei lavoratori interessati, è stata resa edotta dell'impossibilità di mantenere gli impegni presi dall'azienda visto che il settore di riferimento, e quello del Tac in generale, continua ad essere irrimediabilmente in affanno. Crisi totale dunque e centinaia di posti di lavoro a rischio. Redditività aziendale e produttività sono al collasso. E le previsioni del presidente del colosso calzaturiero non fanno certo dormire sonni tranquilli nemmeno agli amministratori locali. Detto con le parole di Sergio Filigrana: "Allo stato non vi sono ordini sufficienti a garantire per il prossimo futuro un'occupazione stabile e di mantenimento degli attuali livelli occupazionali, soprattutto nell'ambito dell'indotto di Castrano dove la Filanto Spa è soggetto committente". Una vera e propria "doccia fredda" per lavoratori e settore economico e produttivo della terra salentina. Una vera doccia fredda in un periodo decisamente caldo per la salvaguardia dei posti di lavoro e nonostante il progetto di ristrutturazione aziendale della stessa azienda che, puntando sull'innovazione tecnologica e sulla ricerca di nuovi mercati, aveva fornito, nei mesi scorsi, dei margini di ottimismo. Invece nulla. Doccia fredda come per altro la definisce il sindaco di Casarano, Remigio Venuti, che sulla vicenda Filanto e Adelchi oggi ha voluto far sentire la sua voce e soprattutto la sua vicinanza tanto ai vertici aziendali quanto, e soprattutto, ai lavoratori in fermento. Di seguito l'intervento integrale del primo cittadino di Casarano:

"La crisi impressionante che rischia di travolgere un Gruppo leader nel settore calzaturiero come la Filanto - accanto a quella che contemporaneamente vive anche il Gruppo Adelchi - non può che indurre enorme preoccupazione in chi, come noi sindaci, guarda al destino dei propri cittadini e se ne sente responsabile ben oltre, spesso, la possibilità di incidere sui processi reali. Conosciamo bene, per averla vissuta da vicino, l'enorme difficoltà che il settore ha attraversato nell'ultimo decennio, sappiamo la paura che hanno vissuto migliaia e migliaia di lavoratori e il modo in cui licenziamenti e cassa occupazione hanno colpito maestranze che avrebbero avuto diritto a un futuro diverso, anche in virtù del grande sapere professionale maturato. In tutti questi anni il nostro impegno prioritario è stato, come sindaci del territorio, quello di mettere in piede e attivare strumenti capaci di rispondere alla crisi dei settori maturi, ed è anche per questa ragione che con fiducia e grande aspettativa avevamo accolto il progetto di ristrutturazione aziendale, innovativo e lungimirante, che Filanto aveva innescato puntando sull'innovazione, sulla ricerca di nuovi mercati, sul potenziamento della rete commerciale in Italia e all'estero"

"L'annuncio dei nuovi licenziamenti arriva dunque come una doccia fredda. Proprio mentre, in altre regioni d'Italia, i settori del tessile abbigliamento calzaturiero registrano aumenti nei fatturati e negli export grazie a efficaci strategie, e il peggio sembra essere definitivamente alle spalle. Ecco perché mentre ci chiediamo se la crisi attuale non possa essere in parte affrontata senza l'enorme emorragia di posti di lavoro annunciata, assumiamo l'impegno, verso la nostra comunità e i numerosissimi lavoratori coinvolti, di seguirne con la massima attenzione gli ulteriori sviluppi per garantire tutto ciò che un'amministrazione locale può tentare di fare. Essere collante con le altre istituzioni sovraterritoriali, Provincia e Regione innanzitutto, e vigilare perché la crisi occupa-zionale non divenga crisi sociale. Perché ciò non accada è necessario il contributo di tutti. E confidiamo nella volontà dell'impresa di continuare a scommettere sui propri prodotti, sulle qualità dei propri lavoratori, su questa terra. E' l'invito che oggi mi sento di rivolgere al management di Filanto e Adelchi, nella speranza di poter scongiurare non solo una crisi aziendale, ma soprattutto una debacle sociale".

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