Da Bari nel Salento per rubare nelle abitazioni, condannata la banda

Erano specializzati in furti in abitazione, tanto da spingersi da Bari fino nel Salento. In quattro, tutti con precedenti specifici, agivano in maniera sistematica. Diversi i colpi messi a segno. Oggi sono stati condannati in abbreviato a quattro anni di reclusione dal gup Alcide Maritati

LECCE – Erano specializzati in furti in abitazione, tanto da spingersi da Bari fino nel Salento. Domenico Angerame, 27enne, Ignazio Pontrelli, 34enne, Roberto Borgia, 30enne e Vito Michele Ventrella, 39enne, tutti provenienti dal quartiere Santo Spirito del capoluogo pugliese, non sono topi d’appartamento occasionali, ma si potrebbero ben inserire nella categoria dei ladri professionisti. Tutti con precedenti specifici, agivano in maniera sistematica. Sveglia alle 5, partenza alle 6, arrivo previsto verso le 8, all’opera fino all’ora di pranzo e rientro. Oggi sono stati condannati in abbreviato a quattro anni di reclusione dal gup Alcide Maritati.

La tecnica, sempre uguale, evidentemente fruttuosa. Ventrella passava a prendere i “colleghi” con la sua Hyundai Tucson di colore chiaro, impostava il Tom-Tom (da cui il nome dato all’operazione dagli investigatori) e tutti insieme partivano alla volta del Salento. Superando Lecce e puntando dritti verso i piccoli centri del magliese o del Capo di Leuca, più facili da scassinare.

Poco più di un anno fa hanno tentato di rubare in casa di un brigadiere dell’Arma, che abita a Palmariggi e che presta servizio proprio nel Nucleo operativo della compagnia di Maglie. Il carabiniere ha fermato nel giardino di casa uno dei malviventi, e nello stesso tempo ha messo in allerta i colleghi che si sono fiondati con pattuglie da Maglie, Bagnolo del Salento e Muro Leccese, riuscendo a bloccare gli altri tre, in disperata fuga in mezzo alle campagne. Passo importante, quel giorno, è stato anche il sequestro del Suv usato per raggiungere la località, che aveva i vetri posteriori oscurati.

Due giorni dopo, i carabinieri hanno svolto un sopralluogo in un deposito agricolo dove si era nascosto uno dei tre (Angerame), e hanno trovato un sacchetto di stoffa con monili in oro. Ripercorrendo a ritroso il tracciato seguito nella fuga, giunti quasi in prossimità dell’abitazione del carabiniere nella quale avevano cercato di rubare, hanno poi trovato una borsa con tre paia di guanti neri, cacciavite, tronchese e tre ricetrasmittenti sintonizzate sullo stesso canale per le comunicazioni fra “palo” e complici.

Scoperti i primi due casi, i carabinieri sono andati avanti nell’inchiesta con analisi tecniche, ben sapendo come fossero diversi i furti eseguiti con modalità molto simili. Indicazioni di notevole interesse sono arrivate incrociando metodi investigativi moderni con quelli tradizionali, quindi tramite i dati del navigatore satellitare trovato nell’auto, i tabulati del traffico sulle utenze telefoniche, ma anche i riconoscimenti fotografici.

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Il Tom-Tom di Ventrella è stato messo sotto la lente da un consulente nominato ad hoc, l’ingegner Tania De Benedittis. Alcuni dei punti Gps nella memoria dei “preferiti” riguardavano località del basso Salento. Fra cui diversi comuni in cui vi erano state denunce di furti in case. La consulenza ha anche rivelato altri punti Gps ottenuti dai Fix (punti automaticamente memorizzati nell’apparato), molti dei quali tracciavano i viaggi compiuti da quel Suv da Bari verso Alessano, Gagliano del Capo, Maglie, Muro Leccese, Nociglia, Salve, San Cassiano, Specchia e Surano.

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