Cronaca

Dalla protesta al licenziamento, il caso del cameraman di Canale8

Vincenzo Siciliano ha dato fiato alla protesta dei giornalisti con una denuncia su facebook. Ora si è visto recapitare una lettera di licenziamento. Per Bellanova, Pd si tratta "un atto gravissimo per punire il suo coraggio"

LECCE - E’ l’anima della protesta “l’informazione non è un hobby” che sta dilagando, a macchia d’olio, tra i giornalisti salentini i quali hanno voluto rivendicare  i diritti, troppo spesso negati, dell’intera categoria con un gesto simbolico: sfoggiando magliette e spille che inneggiano alla lotta contro il precariato, nel corso delle dirette televisive per le elezioni amministrative.

 

Vincenzo Siciliano, operatore tv di Canale 8, ad un certo punto è sbottato sulla sua bacheca facebook, denunciando il ritardo con cui l’azienda non gli corrispondeva lo stipendio: una lamentela che ha raccolto la solidarietà trasversale dei colleghi, dei politici distratti dalla consueta passerella elettorale, fino al sindacato Slc Cgil ed Assostampa che hanno fatto scoppiare il “casus belli” della condizione lavorativa dei professionisti della comunicazione di alcune emittenti locali.

Ora il coraggioso e inconsapevole leader della protesta, dopo anni di onorato servizio, si è visto recapitare una lettera di licenziamento. A mettere in relazione la brutta notizia con la recente denuncia, è stata la deputata del Pd, Teresa Bellanova che ha diffuso una nota dai toni inequivocabili: “Trovo che la lettera di licenziamento rappresenti un atto gravissimo nei confronti di un lavoratore che non ha fatto altro che rivendicare un suo sacrosanto diritto, quello di vedere retribuito il proprio lavoro”.

“Vincenzo rischia oggi di pagare per il suo coraggio. Il coraggio di denunciare una situazione diffusa ed insostenibile che vede la professionalità e la dignità di tanti lavoratori, in questo caso dell'informazione, quotidianamente calpestata. Una tendenza assolutamente distruttiva che va stroncata al più presto – prosegue - Non c'è alibi che tenga, quello perpetrato nei confronti di Vincenzo Siciliano è un atto vergognoso e intollerabile.

“Siamo arrivati al paradosso: un lavoratore non può nemmeno più esprimere la propria opinione e denunciare una situazione diffusa e insostenibile, senza rischiare di perdere il posto. – commenta Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce - Questo dimostra quanto sia giusta la battaglia per la difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori portata avanti dalla Uil, perché i lavoratori non possono essere alla mercé dei loro datori”.

Il sindacato si mette a disposizione, offrendo il supporto legale necessario a difendere Vincenzo e tutti i colleghi che ritenessero opportuno scoperchiare simili situazioni.

“Sappiamo bene che ci sono problemi di ristrettezze economiche dovuti ai tagli del governo nei confronti delle tv private, ma non è con il licenziamento di un lavoratore che si risolvono le cose. Piuttosto, sarebbe stato opportuno convocare le organizzazioni sindacali per cercare di arrivare insieme a una soluzione. Uil di Lecce è pronta a offrire aiuto e supporto per la difesa dei diritti e della libertà di informazione”.

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