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Dallo sportello immigrati l'allarme per le condizioni dei braccianti a Nardò

Le condizioni di salute dei lavoratori stagionali concentrati a Nardò e nei casolari del territorio continuano a peggiorare complice la totale assenza di un presidio sanitario mobile. "Nei primi giorni di apertura del campo di Arene-Serrazze si è registrato l'incremento di contusioni, allergie, fratture, dermatiti, congiuntiviti

NARDO' - La morte di Mohammed Abdullah, l’uomo di 47 anni originario del Sudan stroncato da un malore mentre era al lavoro nelle campagne di Nardò ha riproposto, ancora una volta, le difficile condizioni in cui sono costretti a operare i braccianti nelle campagne del Salento. 

Il tragico decesso del 47enne ha cambiato davvero poco e le condizioni di salute dei lavoratori stagionali concentrati a Nardò e nei casolari del territorio continuano a peggiorare complice la totale assenza di un presidio sanitario mobile. Negli ultimi decenni le campagne dell’entroterra neretino sono divenute uno dei luoghi di raccolta agricola ad alto impatto di presenza di lavoratori migranti stagionali.Molti lavoratori si concentrano nei due campi allestiti in località Arene – Serrazze rispettivamente dal Comune di Nardò e dai lavoratori presso la ex falegnameria. Ma molti altri hanno trovato ricovero in casolari abbandonati nelle campagne di Nardò e dei comuni limitrofi.  "Nei primi giorni di apertura del campo di Arene–Serrazze - spiegano i responsabili dello sportello immigrazione -, abbiamo registrato l’incremento di contusioni, allergie, fratture, dermatiti, congiuntiviti".

Poiché molti migranti sono impossibilitati a raggiungere i presidi sanitari del territorio a causa dell’assenza di mezzi di trasporto autonomo così come di servizi navetta, le condizioni soggettive di salute vengono spesso trascurate fino a cronicizzarsi.

Perciò al fine di assistere tutti i lavoratori presenti, a partire dai prossimi giorni, lo sportello immigrazione diventerà itinerante attraverso l’ausilio di un camper attrezzato che ci darà la possibilità di raggiungere anche i casolari più distanti da Arene-Serrazze.

Attraverso un team di mediatori culturali e operatori sociali lo sportello offrirà consulenza gratuita e tutela legale ma abbiamo bisogno di medici volontari che ci affianchino e che ci aiutino a migliorare le condizioni di salute dei tanti lavoratori presenti nelle campagne di raccolta.

camper RINASCITA-3Dallo sportello immigrati parte un appello agli operatori sanitari del territorio affinché con la propria presenza volontaria contribuiscano a migliorare le condizioni di salute dei quasi 400 migranti presenti in località Arene – Serrazze e nei territori limitrofi. Il personale sanitario interessato a svolgere attività volontaria presso il campo ed attraverso il camper itinerante può mettersi in contatto chiamando il 334.3819733.

Al fine di costruire le condizioni per supportare concretamente i lavoratori stagionali dislocati sul territorio, la cooperativa sociale “Rinascita”, in partenariato con Arci, Consiglio Italiano per i Rifugiati e Istituto di Culture Mediterranee hanno deciso di farsi promotori di un lavoro di monitoraggio e ricerca sulla condizione dei lavoratori stagionali migranti nelle campagne neretine e ciò con l’obiettivo ultimo di fermare l’attenzione sui processi in atto, mapparne la consistenza e la portata, promuovere nuove reti d’intervento e cercare, con il supporto anche degli altri attori del territorio, di individuare spunti critici e nuove prassi d’intervento.

Inoltre a partire dai prossimi giorni e per tutta l’estate, un team di mediatori, operatori sociali, legali e operatori sanitari con l’ausilio di un camper attrezzato percorrerà il territorio con l’obiettivo di portare assistenza socio sanitaria e legale anche ai lavoratori che hanno trovato ricovero nei casolari dislocati tra le campagne dei comuni di Nardò, Copertino, Leverano, Porto Cesareo e Galatone.

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