Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

"Dati preoccupanti, si sta sottovalutando il fenomeno"

L'associazione neretina che ricorda le vittime della strada rompe il silenzio e commenta l'ultima tragedia automobilistica consumatasi nel Salento. E si dice favorevole al reato di omicidio stradale

Foto di archivio.-56

NARDO' - L'ennesimo incidente stradale che ha procurato la morte alla giovanissima 23enne di Bologna, nella marina di Torre Lapillo, non lascia indifferenti i membri dell'associazione culturale no profit "Alla conquista della vita - per le vittime della strada" di Nardò, soprattutto dinanzi al fatto che alla guida dell'altra vettura coinvolta si trovasse una ragazza anch'essa giovanissima, risultata fuori dai limiti consentiti per legge del tasso alcolemico nel sangue.

Dall'associazione, trovano ancora più grave per il risvolto sull'accaduto tragico la mancanza di assistenza a chi aveva subito il danno, anche perché l'incidente vedeva coinvolti altri ragazzi che restavano feriti: "La nostra provincia - scrivono in una nota - sta registrando in questo ultimo periodo la media di un morto ogni due giorni, dato preoccupatissimo, nonostante lo sforzo immane che le forze di polizia stanno apportando sulle nostre strade; il fenomeno dello sballo del bere, del menefreghismo continua imperterrito, come se il problema non sfiorasse i giovani minimamente: eppure per ottenere la patente oggigiorno non è più uno scherzo, richiede impegno, studio e sacrificio economico".

"Non capiamo - proseguono - come mai non venga dato un peso importante a queste realtà. Ma è mai possibile che non si riesca a capire che oggi una volta che si viene coinvolti in un incidente stradale le conseguenze sono severe, in tutti i sensi, si pregiudica la possibilità dell'occupazione, non si ha più la libertà di movimento, ma il problema maggiore, senza ritorno diciamo noi, è l'immenso rimorso di aver ammazzato un altro essere umano. È mai possibile che l'utente della strada in particolare i più giovani non vogliano proprio essere prudenti?".

Da un po' di tempo di concerto con le tantissime associazioni nazionali, "Alla conquista della vita" sta sollecitando il Ministero, perché introduca la legge dell'omicidio stradale, in modo da togliere tutte le attenuanti che l'omicidio volontario ha concesso sino ad oggi: "Non possiamo più assistere inermi - spiegano - al fatto che uno fa una strage e dopo 2 ore è in libertà, siamo al ridicolo: mentre i nostri figli marciscono in una bara, fuori il bulletto di turno se la spassa e se la ride alla faccia di chi non sorriderà mai più".

D'Agata: "Donne e alcol: dati in costante aumento"
A tal proposito, anche Giovanni D'Agata, in questi giorni, aveva evidenziato lo sfrenato aumento di consumo di alcool tra le donne, basandosi su uno studio europeo, che confermerebbe l'ultima moda di astenersi dal cibo per abbuffarsi di alcol: "Se fino a qualche anno fa - scrive - i maggiori consumatori di alcol erano gli uomini, ultimamente anche le donne hanno aumentato il consumo di bevande alcoliche. Ad oggi circa il 56,9% delle donne italiane consuma alcol rispetto al 43% degli anni Ottanta".

Il maggiore consumo di alcol si registra trasversalmente per le varie fasce di età: a consumare più bevande alcoliche non sono solo le più giovani, ma anche donne di oltre quarant'anni e quelle anziane: ogni anno circa 25mila-35mila persone muoiono per problematiche connesse all'alcol e di esse circa 7mila sono donne. Nel complesso, il 4,5% sono stati considerati bevitori festivi, nel senso che bevono sei o più drink in una sola seduta, almeno una volta al mese. In media, fra tutte le fasce di età, la più consumata è la birra e di seguito il vino, per quantità in litri, per avventori invece vino, birra e altro.

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