Discariche abusive, bonificati sette siti: via quasi duemila chili di amianto

Il progetto del Comune ha riguardato Ssoprattutto siti localizzati in aree protette del territorio della marina di Torre Chianca

LECCE – Nell’ambito dei progetti di salvaguardia ambientale e risanamento del territorio, il Comune di Lecce, ha avviato una nuova serie di interventi per la bonifica delle discariche abusive presenti e costituite dal deposito incontrollato di grandi quantità di materiale ingombrante ed inquinante.

Si è trattato soprattutto di siti localizzati in aree protette del territorio ricadenti nella marina di Torre Chianca, in particolare sei aree ben definite: piazza G. Paradiso, via del Sambuco, via del Pero, via degli Eucalipti, via del Tasso e via delle Mimose, ai quali si è potuto aggiungere, grazie alle economie derivate dal progetto redatto dai tecnici dell’assessorato all’Ambiente, Via Roggerone, nei pressi della Tangenziale Est, ed altri piccoli cumuli di inerti sparsi per le vie di Torre Chianca.

“Parliamo di 1.800 chilogrammi di amianto, 190mila di macerie edili, 300mila di terriccio, 520 di rifiuti biodegradabili rappresentati soprattutto da residui di potature, 1.100 di ingombranti, 400 di apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi e clorofluorocarburi e un centinaio di pneumatici fuori uso – spiega Andrea Guido, assessore alle Politiche ambientali del Comune di Lecce –. Le discariche abusive sono state individuate e censite con accurate operazioni di monitoraggio nei mesi passati e conseguente predisposizione di schede riepilogative per ogni sito esaminato, al fine di evidenziare le quantità e tipologie di rifiuti e l’estensione degli stessi siti”.

unnamed-39-11Dal punto di vista operativo, si è dovuto eseguire prima una classificazione dei materiali presenti e, laddove previsto dalla norma, predisporre dei piani operativi specifici per i casi di presenza di rifiuti speciali pericolosi come l’amianto – continua Guido – Appare evidente, quindi, come il comportamento di qualche furgonista disonesto e di pochi cittadini inquinatori porti un enorme dispendio di energie e di risorse pubbliche per la comunità cittadina intera. Gli interventi in questione, infatti, sono costati ben 50mila euro all’amministrazione. Soldi che, a parer mio, potevano essere impiegati diversamente se questa gente avesse avuto più rispetto per il territorio, per se stessa e per il prossimo. L’auspicio è che in futuro si possano cogliere in flagrante queste persone e che le stesse possano essere punite ai sensi delle leggi in vigore che, vi garantisco, sono molto severe”.

“Per ora posso solo aggiungere che a breve ne vedremo delle belle. La nostra rete di video sorveglianza sul territorio pian piano si sta espandendo e, prima o poi – conclude Guido – penso che qualcuno potrà avere dei grossi rimpianti”.

Il progetto dell’assessorato all’Ambiente ha pianificato gli interventi di rimozione e ripristino dello stato dei luoghi nei termini di legge, con espresso riferimento alla disciplina della gestione rifiuti, cercando contestualmente di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e della salute e sanità pubblica, in relazione alle tipologie e quantità di rifiuti presenti.

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In particolare gli obiettivi sono stati minimizzare rischi di contaminazione per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché di danni per la flora e la fauna; minimizzare inconvenienti da rumori e odori; ed evitare danni al paesaggio. In quest’ottica è stata prevista la riduzione massima possibile dei rifiuti da smaltire in discarica prevedendo forme di riutilizzo e/o reimpiego e/o riciclaggio soprattutto dei materiali da costruzione, degli imballaggi in genere e dei rifiuti speciali non pericolosi, salvo il rispetto dei criteri stabiliti in merito alle caratteristiche di qualità fisico-meccaniche e ambientali. I lavori sono stati effettuati dalla ditta Costantino Cascione di Veglie.

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