Distrazione per oltre un milione di euro: a processo l’ex titolare di una società

Respinte due richieste di patteggiamento, l’ultima a due anni. Disposto dal giudice Sergio Tosi, il rinvio a giudizio di Fabio De Piro, 54 anni di Galatina, l’ex amministratore di una società fallita nel maggio 2016

GALATINA - Ha provato a patteggiare due anni (pena sospesa) per la vicenda che lo vede, tra le altre cose, responsabile di aver sottratto, e comunque distratto, somme per oltre un milione di euro e beni per più di 4mila euro, in qualità di amministratore unico e legale rappresentante di una società dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Lecce il 10 maggio 2016.

Ma la richiesta non ha trovato il parere favorevole della Procura e, ieri, al termine dell’udienza preliminare, il gup Sergio Tosi (che a sua volta aveva già respinto una precedente istanza di patteggiamento a 18 mesi e sei giorni) ha mandato al banco degli imputati l’ex titolare: Fabio De Piro, 54 anni, di Galatina.

Il processo si aprirà il 4 novembre e sarà il collegio della seconda sezione penale a valutare se è vero, così come sostiene l’accusa, che l’amministratore prelevò circa 400mila euro dai conti correnti della società, facendoli risultare, dalle scritture contabili, fittiziamente versati nella cassa contanti, e oltre 730mila euro dalla cassa assegni; e ancora di beni dal valore di 2mila euro, 600 e 1.640 che risultavano dalla voci “impianti specifici”, “telefoni cellulari” e “beni ammortizzabili” del bilancio alla data del fallimento.

Inoltre, secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Donatina Buffelli, De Piro avrebbe tenuto le scritture contabili così da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari e avrebbe favorito la socia creditrice, effettuando una serie di pagamenti nei suoi riguardi, a discapito di altri creditori che avevano maggiore priorità. Ma non solo. L’inchiesta racconta pure che il 54enne non avrebbe chiesto il fallimento, nonostante lo stato di insolvenza si fosse già manifestato a partire dagli esercizi 2012 e 2013 e, nonostante il verificarsi (almeno a partire dal 2013) della riduzione del capitale sociale, avrebbe omesso di accertarla e di compiere gli adempimenti previsti dalla legge, proseguendo in una gestione ordinaria anziché conservativa.

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A difendere l’imputato, ci penserà l’avvocato Maurizio Sanasi.

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