Rimossi i sigilli dopo l'esplosione, ora può aprire il negozio "Hong Kong"

Il pm Gallone ha accolto l'istanza dei titolari del negozio cinese di Nardò, dove è rimasto ferito un giovane dipendente

NARDO’ – Il pubblico ministero Giovanni Gallone della Procura di Lecce ha accolto l’istanza di dissequestro proposta dall’avvocato Paolo Gaballo per conto dei titolari del negozio “Hong Kong” di Nardò, ex Brikò, una cordata di imprenditori cinesi. I sigilli erano stati apposti a tutta l’area dell’ingresso, dopo l’incredibile incidente avvenuto il 22 maggio scorso, con l’esplosione di un distributore di bevande che aveva provocato il grave ferimento di G.L., 23enne di Nardò, un dipendente dell’azienda, che nel cuore della notte, era tornato nel negozio nel dubbio di non aver innescato l’allarme.

La richiesta è stata accettata e i sigilli rimossi, salvo un’indicazione: delimitare l’area dei distributori dove si è verificato lo scoppio, con un pannello e una porta. Una zona alla quale potranno accedere solo gli organi competenti. All’istanza di dissequestro è stato allegato un progetto con l’indicazione esatta del pannello da installare, i titoli edilizi e commerciali che abilitano il negozio a esercitare l’attività e le spese sostenute dai nuovi titolari per l’inaugurazione che era stata programmata per sabato 25 maggio e che ora è stata spostata a domenica 2 giugno.

Il distributore era stato installato nel negozio solo il giorno prima. Vi aveva provveduto una ditta privata. L’esplosione ha causato al malcapitato gravi lesioni cutanee al naso, a entrambe le guance, all’orecchio, a un braccio e alla testa. Profondi i tagli subiti e anche all’interno e all’esterno della bocca sono stati apposti diversi punti di sutura. Soccorso dai vigili del fuoco e dal 118, e trasportato con un urgenza al “Vito Fazzi”, sul posto erano poi intervenuti i carabinieri della stazione neretina e della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigato di Lecce per le indagini.

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Sia il lavoratore, sia i titolari del negozio, intanto, hanno già manifestato la volontà di intraprendere tutte le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dall’esplosione del distributore di bevande.

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