Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Do ut des", tangenti & appalti: giudizio immediato per Ricchiuto

Lo stesso per Alfredo Bruno, di Calimera, responsabile tecnico, per l'ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, per quattro esponenti della sua giunta di centrodestra e altre due fra le ventuno persone indagate nell'operazione dei carabinieri brindisini

BRINDISI – Per Tommaso Ricchiuto, di Castrignano del Capo, presidente del Cda della Igeco di Lecce, e per Alfredo Bruno, di Calimera, responsabile tecnico della società e ritenuto suo uomo di fiducia, il pm di Brindisi, Paola Liaci, ha disposto il giudizio immediato. I due imprenditori sono coinvolti in una vicenda di presunti appalti pilotati e tangenti che verte sull’ex amministrazione comunale di centrodestra di Cellino San Marco, nell’ambito dell’operazione “Do ut des” dei carabinieri del Reparto operativo del capoluogo messapico.

I due imprenditori salentini sono stati inghiottiti nel vortice dell’inchiesta per via dell’appalto di una partecipata del gruppo, la Igeco Ambiente Srl. Il giudizio immediato è stato disposto anche per l’ex sindaco di Cellino, Francesco Cascione e per quattro esponenti della sua giunta di centrodestra. Il prossimo 9 ottobre dovranno comparire dinanzi al Tribunale in composizione collegiale anche gli ex assessori Gabriele Elia (Servizi sociali), Gianfranco Quarta (Commercio e Attività produttive), Corrado Prisco (già vicesindaco e delega ai Lavori pubblici e ai Parchi pubblici) e Gianfranco Pezzuto (Bilancio, Annona e Tributi).

Stesso dicasi per l’ex consulente Omero Molendini Macchitella e per Francesco Francavilla, titolare di un chiosco al centro delle indagini. Lo scorso 23 giugno Cascione ha reso piena confessione in merito alle accuse contestategli. Era stato arrestato insieme ad altri tredici il 10 aprile scorso. Gli indagati totali sono ventuno. (Da BrindisiReport)

Il caso Igeco

Il caso Igeco è quello che, ovviamente, riguarda da vicino personaggi residenti e ben noti nel leccese. Gli imprenditori salentini, secondo le accuse, avrebbero promesso 20mila euro ogni tre-quattro mesi a vari esponenti della Giunta, tramite il contatto diretto con l’allora sindaco. L’incarico sarebbe stato eseguito da Bruno su mandato di Ricchiuto. Non solo. Gli imprenditori si sarebbero anche fatti carico dell’impegno di assumere a tempo pieno due lavoratori ritenuti vicini agli amministratori comunali.

Lo scopo di queste manovre, secondo gli inquirenti, era ricevere vantaggi illeciti a titolo personale e comunque a favore dell’Igeco, tramite la nomina di un direttore dell’esecuzione del contratto a loro gradito, con la conseguenza di omettere contestazioni su inadempienze nell’espletamento del servizio.

IMG-20150410-WA0014-2-2-2Il tutto si sarebbe realizzato fattivamente con nomina avvenuta tramite una determina del 22 marzo 2013, con atti amministrativi ritenuti oggi illegittimi e tesi a consentire all’Igeco di usare terreni incompatibili a livello urbanistico rispetto all’allocazione del centro di raccolta dei materiali, la cui realizzazione e organizzazione, in conformità a quanto stabilito nel bando di gara, era peraltro fra gli oneri in capo alla stessa società. Si sarebbe anche determinato un illecito aumento del canone da corrispondersi alla società aggiudicataria dell’appalto, con una proposta di variazione dei servizi contrattuali.

Lo scambio di promesse e gli accordi sarebbero avvenuti nel corso di incontri tenuti fra aprile e luglio del 2013. Le consegne di denaro sarebbero invece avvenute presso lo studio legale di Cascione, a San Pietro Vernotico, il 30 settembre del 2013, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2014 e nell’aprile 2014.

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