Dopo le verifiche e le inchieste arriva l'interdittiva antimafia per la Igeco

Il provvedimento è stato emesso dal prefetto di Roma, Paola Basilone, nei confronti della società che ha sede anche a Galugnano

Il cantiere della darsena a San Cataldo.

LECCE – Una interdittiva antimafia è stata emessa dal prefetto di Roma, Paola Basilone, nei confronti della società Igeco spa, che ha sede, oltre che nella Capitale, anche a Galugnano (frazione di San Donato). E’ solo l’ultimo atto, almeno per ora, dell’iter avviato nei confronti dell’azienda, che nel Salento si è aggiudicata appalti per alcuni milioni di euro. A gennaio scorso, infatti, il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha disposto un accesso ispettivo antimafia da parte del gruppo interforze, incluso l'ispettorato territoriale, presso la sede amministrativa di San Donato e il cantiere allestito nella darsena della marina di San Cataldo, dove l’azienda si è aggiudicata l’appalto (del Comune di Lecce), per un importo di circa tre milioni e 300mila euro, per i lavori di riqualificazione dell’area.

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A dare avvio agli accertamenti l’attività legata all’operazione denominata Coltura, che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Parabita per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nell’indagine condotta dai carabinieri del Ros, sarebbe emersa la presenza tra i dipendenti dell’impresa salentina, incaricata della raccolta di rifiuti nel paese, di persone legate a esponenti del clan della Scu Giannelli. L’ex presidente del consiglio d’amministrazione dell’Igeco Costruzoni spa, Tommaso Ricchiuto, di Castrignano del Capo, è uno degli imputati del processo scaturito dall’inchiesta denominata “Do ut des”, sulle presunte tangenti legate agli appalti del Comune di Cellino San Marco.

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